La Commissione europea ha formalmente avvertito Meta che rischia una multa fino al 6% del suo fatturato globale annuo. L'avvertimento riguarda il design "adattivo" di Facebook e Instagram, ritenuto responsabile di favorire un uso compulsivo delle piattaforme. Bruxelles contesta funzionalità chiave come l'infinite scroll, l'autoplay dei video, le notifiche push e gli algoritmi di raccomandazione personalizzati. Questi elementi, secondo l'accusa, stimolano comportamenti che inducono un "pilota automatico", favorendo abitudini malsane e utilizzo eccessivo.
Meta non avrebbe valutato adeguatamente i rischi fisici e mentali, in particolare per minori e persone vulnerabili. Le attuali misure di mitigazione, come gli strumenti di gestione del tempo per gli adolescenti, risultano facilmente aggirabili e inefficaci.
Le Richieste di Bruxelles
La Commissione invita Meta, nelle sue conclusioni preliminari, a disattivare per impostazione predefinita funzionalità problematiche quali l'autoplay e l'infinite scroll. Si chiede inoltre l'introduzione di pause efficaci e una riforma dell'algoritmo di raccomandazione, meno orientato all'engagement e più al benessere. Tali misure si inseriscono nell'ambito di un'inchiesta ai sensi del Digital Services Act (DSA).
Precedenti e Tutela dei Minori
Non è la prima contestazione: in aprile, la Commissione aveva già rilevato che Meta non impediva adeguatamente l'accesso a Facebook e Instagram a minori di 13 anni. Anche TikTok era stato oggetto di attenzione per design persuasivi analoghi (infinite scroll, autoplay), che possono indurre un uso compulsivo e dannoso per la salute mentale, specie tra i giovani.
La Posizione di Meta
Meta ha criticato le conclusioni preliminari, sostenendo che non considerano le misure già attuate per proteggere gli adolescenti, quali le "Teen Accounts" che limitano l'accesso a Instagram. La società ha comunque dichiarato la propria intenzione di collaborare costruttivamente con la Commissione.
Implicazioni del Digital Services Act
Il Digital Services Act (DSA), in vigore dal 2023, impone alle grandi piattaforme digitali di valutare e mitigare i rischi, con sanzioni fino al 6% del volume d'affari globale. Il caso Meta riflette una tendenza normativa più ampia, con X multato e TikTok richiamato per design persuasivi. L'attenzione si sposta dal contenuto illecito alle modalità di progettazione che impattano il benessere degli utenti. La questione va oltre la singola multa, puntando a un cambio sistemico da logiche di engagement esasperate a meccanismi più attenti a salute mentale e autonomia. Se confermata, questa decisione potrebbe segnare una svolta significativa per l'intero settore.
I prossimi mesi saranno determinanti: Meta avrà l'opportunità di presentare la propria difesa prima di un'eventuale conferma delle sanzioni e della reale efficacia del DSA nel ridefinire la governance digitale europea.