Quante volte, durante le notti del mese di agosto, abbiamo alzato gli occhi al cielo sperando di poter almeno intravedere una stella cadente? Si tratta dello sciame delle Perseidi, e i suoi raggi luminosi vengono popolarmente chiamati "Lacrime di San Lorenzo". Quello delle Perseidi è indubbiamente lo sciame più famoso, ma non l'unico. Vari sciami di diversa intensità si susseguono durante l'anno. Si parte i primi di gennaio con le Quadrantidi e si finisce a dicembre con Geminidi e Ursidi.

Orionidi

Proprio in questi giorni sta arrivando uno sciame abbastanza importante. Si parla delle Orionidi, le Stelle cadenti autunnali. Come è facilmente intuibile, il loro radiante è situato nei pressi della costellazione di Orione, una delle più riconoscibili dei nostri cieli. La loro origine, come quella dello sciame delle Eta Aquaridi, si deve a polveri e detriti persi dalla più famosa e brillante tra le comete periodiche, ovvero la cometa di Halley.

Questa cometa, come tante altre, proviene dal Disco diffuso. Quest'ultimo è una regione periferica del sistema solare ricca di planetoidi di ghiaccio, ovvero di oggetti di ghiaccio troppo grandi per essere comete e troppo piccoli per essere pianeti. La cometa di Halley ha un periodo orbitante di decine di anni, quindi i detriti che provocano queste meteore risalgono a vecchi passaggi vicino al sole.

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Scienza Ambiente

Storia

La prima osservazione ufficiale delle Orionidi avvenne nel 1839, quando in Connecticut venne constatata la presenza ricorrente di meteore dall'8 al 15 ottobre. L'anno dopo venne esteso il periodo fino al 25 ottobre.

Il 18 ottobre 1964 il primo a condurre un'osservazione attenta dello sciame fu Alexander Steward Herschel, il quale confermo che l'origine da Orione dello sciame

Osservazione

Il momento migliore per osservare le meteore è ovviamente il periodo di picco, che va dal 18 al 23 ottobre, anche se ci sarà la possibilità di osservarle durante tutto il mese di ottobre e anche durante i primi di novembre, anche se in numero decisamente modesto. In questo periodo di picco, se ne possono scorgere a decine durante la notte.

Secondo Paolo Volpini, membro dell'Unione Astrofili Italiani, l'orario di osservazione migliore va dalla mezzanotte fino alle 3.30 circa, quando la luna inizierà a dominare il cielo con il suo chiarore. Prima di mezzanotte l'osservazione risulterà meno soddisfacente per via della posizione del radiante. Orione sorge infatti qualche ora dopo il tramonto, quindi nelle prime ore di buio si troverà ancora sotto l'orizzonte, rendendo quindi più difficile la vista delle stelle cadenti.

Le meteore sono giallo-verdi e raggiungono i 66 km/s. Quindi occhi verso l'alto e prepariamoci a godere un grande spettacolo di raggi luminosi.

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