Si terrà a Torino dal 29 marzo al 2 aprile la Biennale democrazia, giunta alla quinta edizione. Alla conferenza stampa tenutasi al Campus Einaudi è stato annunciato il titolo di quest’anno: 'Uscite di emergenza’.

La Biennale parte interrogandosi sul mondo complesso in cui stiamo vivendo, sul disagio e disorientamento della quotidianità di fronte a fatti di cronaca o fenomeni migratori, alla crisi economica e di valori, a emergenze appunto che richiedono un’uscita che sia anche un riscatto.

Uscire dall'emergenza

Come ha spiegato Gustavo Zagrebelsky, presidente di Biennale Democrazia:

“L’emergenza è qualcosa di paragonabile a chi si trova in un mare agitato, tra le onde, e deve sopravvivere, non deve farsi sommergere. La vita nell’emergenza è una vita che guarda al pericolo che viene da fuori. La politica dell’emergenza è la politica retrospettiva, la politica di colui che pensa che il suo potere debba essere esercitato per tappare i buchi, è una politica al traino del passato.

E noi, per molti aspetti, ci troviamo a dover far fronte a questa situazione. Ma l’emergenza ha anche un altro aspetto: lo sguardo verso ciò che sta emergendo, i germogli, spesso trascurati, che dobbiamo proteggere”.

La Biennale torinese, che ospiterà 246 protagonisti del nostro tempo, costruirà “parole e categorie per affrontare il mondo e sperimentare nuove forme di azione comune”.

L'ingresso agli appuntamenti è gratuito e aperto a tutti fino a esaurimento dei posti disponibili (tranne per gli spettacoli al Teatro Regio del 29 marzo e 1° aprile).

La collaborazione con UniTO

Da sempre in collaborazione con la cittadinanza la Biennale anche quest'anno dà ampio spazio a giovani e studenti. In particolare gli studenti dell'Università di Torino vedono riconosciuti gli incontri in programma come crediti formativi per il loro percorso di studio (è sufficiente consultare l'elenco dei dipartimenti che aderiscono alla Biennale e prenotare i biglietti degli eventi di interesse per attestare la frequenza agli incontri).

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