Compie 40 anni la sitcom tv Happy Days, a rivedere questo successo planetario ci si rende conto che quei giorni felici contavano su un parterre niente male, un regista da Oscar, Ron Howard, che interpretava Richie Cunningam, un caratterista come Tom Bosley (suo padre Howard Cunningam) ed il fantastico Fonzie, alias Henry Winkler.

Il debutto di Richie e Fonzie sulla Abc americana avviene proprio il 15 gennaio '74, la serie era dolce amara e strizzava l'occhio agli indimenticabili anni '50/60, mancavano i malumori della fantasia al potere degli anni '70 e gli anni di piombo.

Happy Days approda in Italia sulla rete ammiraglia, Rai1 nella stagione '77/'78 e registra per un decennio e molte serie (anche repliche) un successo capillare.

Tutti conoscevano Richie, il bar da Arnold, le gesta del mitico Arthur Fonzarelli detto Fonzie, meccanico di mestiere, sciupafemmine impenitente, con moto Triumph custom, giubbotto di pelle nera, ripeteva il gesto di levare i pollici come per dire è ok, vantava schiere di ragazze allo schioccar delle dita ed azionava il juke box con un pugno ben assestato.

Il Capofamiglia, era Howard Cunningam, e la madre era Marion. Unica distrazione del padre, titolare di una ferramenta, era l'iscrizione alla loggia del giaguaro. L'inappuntabile famiglia, contava due pargoli, maschio e femmina, il Richie Cunnigam e Joanie, soprannominata, da Fonzie, sottiletta, che faceva, come si diceva allora, la ragazza pon pon.

Richie giocava a basket, aveva dei cari amici un po' pivelli, Ralph e Potsie. I valori erano basici, amicizia, amore e rispetto, la musica era buona, si sorrideva, senza pensarci troppo.

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Adesso è una serie vintage, e sembra ieri che la sigla ci chiamava davanti allo schermo.