Non vedremo più sugli schermi della Rai la storica trasmissione "Medicina 33", guidata da sempre dal suo simpatico conduttore Luciano Onder. Premiato da poco con una laurea honoris causa all'università di Parma proprio in medicina, è costretto a lasciare a conduzione del suo spazio e andare via dall'azienda. Secondo il dg Rai Luciano Gubitosi, il 71enne giornalista non può più continuare a gestire la sua trasmissione, in quanto consulente, e come tale, da ex-dipendente, non può più andare in video. Ne andrebbe della professionalità di tutti. La trasmissione è sempre stata amata dagli spettatori, e sempre stata in testa nei sondaggi, con un grande successo di pubblico, non solo per la serietà dei temi e delle persone intervistate, ma anche per la pacatezza di Onder.

Ormai pensionato, per continuare a gestire la sua creatura ha accettato un cachet minimo di 500 euro al mese proprio come consulente, ma probabilmente, come dicono le indiscrezioni giornalistiche, a sostituirlo sarà un professionista che arriverà a prendere anche sui 400mila euro annui. Forse la giornalista-psicologa Laura Berti. Un po' in controtendenza rispetto alla volontà di risparmiare nel servizio pubblico.

In un'intervista Onder afferma che "Il direttore del TG2, Marcello Masi, e la redazione mi hanno sostenuto e l'Usigrai ha chiesto chiarimenti, ma non hanno ricevuto risposta. Io non ce l'ho con nessuno, faccio gli auguri ai colleghi che condurranno la rubrica, per i quali nutro il massimo rispetto, e sono sicuro che faranno meglio di me. Ringrazio la Rai per tutto quello che mi ha dato, ma al momento non posso che considerarmi fuori dall'azienda".

Sempre secondo fonti bene informate, parrebbe che Mediaset abbia pronto un contratto con quello che viene considerato il miglior giornalista medico-scientifico in Italia, adorato anche per la gentilezza e la professionalità con la quale risolveva i contrattempi e le esigenze che gli si presentavano, oltre ad aiutare chiunque gli chiedesse lumi o di venir messo in contatto con luminari. Pronto a telefonare a professori e primari, riusciva a mettere in contatto malati e dottori che altrimenti, senza il suo aiuto, non si sarebbero potuti incontrare.