In Italia è conosciuto perché è stato l'attaccante dell'Inter. La vita di Adriano non è stata sempre facile, un'infanzia trascorsa nella favela e poi il periodo buio vissuto a Milano, quando la lontananza dalla sua famiglia lo fece cadere nella depressione. Se dalla mente ha allontanato il pensiero di suicidarsi è solo perché ha pensato al dolore che avrebbe procurato a sua madre.

Il servizio de Le Iene

Le Iene hanno realizzato un servizio andando a visitare il luogo dove ha vissuto Adriano. Sono andati a farsi un giro a Rocinha una favela nel cuore di Rio de Janeiro. E' difficile entrare nella favela. Le sentinelle sono postate nei punti alti dei muri di cinta per controllare se la polizia fa irruzione e lanciare immediatamente l'allarme così da consentire ai trafficanti che vi si rifugiano di scappare.

I vicoli sono stretti e permettono il passaggio a una persona per volta. Presentarsi con una telecamera è rischioso, per questo Le Iene preferiscono tenere l'apparecchio nascosto. I fili di corrente passano ovunque, i muri delle case cadono a pezzi, le abitazioni hanno la muffa sulle pareti, i bambini si ammalano facilmente, ma nessuno si preoccupa dello stato di degrado in cui versa questa gente.

L'inviato fa amicizia con Bruno, un bambino di 10 anni, che da qualche giorno ha perso la sua casa. Tra le lacrime, il ragazzino racconta come sia difficile vivere a Rocinha senza essere il bersaglio di un proiettile vagante. Nella favela la lotta armata tra banditi e polizia è all'ordine del giorno e a volte negli scontri a fuoco a rimetterci la vita sono proprio i bambini. Qualche giorno fa lui è riuscito a scampare alla morte, perché è riuscito a nascondersi in tempo, una bambina ha perso la vita.

I migliori video del giorno

Bruno è andato al suo funerale, in quel momento si è sentito fortunato, perché poteva esserci lui al suo posto.

Per non morire bisogna attenersi alle regole, altrimenti si finisce nella casa delle torture dove si viene uccisi a colpi di fucile. A Rocinha si vive di elemosina e di spaccio di droga. Il tasso di mortalità è alto e costante.

La vita di Adriano nella favela

Adriano ricorda che lui trascorreva le sue giornate a giocare a calcio in un campo di sabbia, usava come pallone un sacchetto di plastica riempito di giornali appallottolati. All'età di sette anni fu ingaggiato dal Flamenco. Appena gli è stato possibile, ha portato via la sua famiglia da Rocinha comprando una casa in un quartiere fuori dalla favela. Sua madre faceva i dolci che vendeva per le strade, guadagnava 50 euro al mese. Suo padre gli ha sempre detto che per uscire da quel posto doveva lavorare. Da quando gli è stata data l'opportunità di giocare a calcio, non ha mai smesso di farlo, questo è stata la sua salvezza.

L'accusa di spaccio di droga

Adriano nei giorni scorsi ha rischiato in Brasile, 25 anni di carcere per spaccio di droga, pare che abbia acquistato una moto per un trafficante e messo a disposizione alcune sue proprietà per facilitare il traffico di stupefacenti. Il caso è stato chiuso, sono cadute tutte le accuse a suo carico. Il calciatore a Globoesporte ha dichiarato: "Sapevo che questa denuncia non avrebbe portato a nulla. Non ho nulla da rimproverarmi, io sono onesto. Pago le tasse e non nego da dove vengo".