Peppa Pig ancora una volta nell'occhio del ciclone. In passato una madre inglese aveva accusato il cartoon di dire parolacce, in particolare un episodio contenuto in un Dvd che la donna aveva regalato alla figlioletta: invece di "Rocking Gazzelle" avrebbe detto "Fucking Gazelle", che la bimba avrebbe ripetuto più volte. Poi ci furono le accuse dell'Aidaa - acronimo di Associazione italiana difesa animali e ambiente - che accusò il cartone di distorcere la realtà agli occhi dei bambini, poiché gli animali vengono idealizzati, visti come esseri felici che vivono come in una favola; quando in realtà sono massacrati nei macelli, vivono stipati e torturati quotidianamente.

Ma ora il cartone avente come protagonista Peppa e la sua famiglia di maialini viene denunciato per un caso di omonimia. Già, perché la signora Gabriella Capra esiste davvero e vive a Milano.

La signora Gabriella è impiegata in una nota società privata, e da quando è andata in onda una puntata viene presa in giro da colleghi e conoscenti. La puntata in questione vede la famiglia Pig andare in vacanza in Italia, e conosce la famiglia Capra, per l'appunto. Gabriella è la figlia del signor Capra e nipote del pizzaiolo del paese. La donna è sostenuta dalla Fondazione nazionale dei consumatori e vuole denunciare la società britannica che produce la serie, chiedendo un indennizzo di ben centomila euro, cifra che però vorrebbe devolvere, in caso di vittoria della causa, ad associazioni che si occupano di tutela di minori.

Certo, la vittoria farebbe la fortuna di quanti si occupano di minori poco fortunati, ma certo non è facile vincere la causa. Del resto l'oggetto della denuncia è scarno e si tratta anche di una sola puntata e non di un personaggio fisso. Comunque la donna ha il diritto di provarci perché non deve essere bello essere scherniti quotidianamente sul posto di lavoro o quando la sera ci si vede con amici.

In fondo, quanto a capre, già ci si mise pure Vittorio Sgarbi con quel famoso epiteto ripetuto più volte…

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