I medici la serie sta superando anche le aspettative della rai con il suo successo di pubblico, con una media vicina ai 7.5 milioni di spettatori e circa il 30% di share, la prima stagione ha superato il giro di boa con il quinto e il sesto episodio da poco andati in onda. Di certo il trionfo della fiction è dovuto anche ai grandi nomi nel cast, tra cui Richard Madden, noto ai più come Robb Stark de Il trono di spade, e Dustin Hoffman, relegato al ruolo di comparsa nei vari flashback in cui si articola la narrazione.

Una serie che però non è piaciuta a tutti, anzi agli storici certe licenze che gli sceneggiatori hanno deciso di prendersi non sono proprio andate giù.

L’illustre studioso Franco Cardini aveva rilasciato alcune dichiarazioni dure subito dopo la prima messa in onda. Successivamente i produttori hanno provato a giustificarsi, difendendo le proprie scelte in nome della necessità di riempire i vuoti della storia e creare una trama avvincente. Proviamo a fare un punto su piccoli e grandi errori della serie.

Arte e inesattezze

Molti indizi per riconoscere gli errori commessi dai produttori vengono dal mondo dell’arte. In effetti non sfuggono alcuni particolari macroscopici riguardo la raffigurazione della Firenze rinascimentale, tenendo a mente che gli eventi della serie prendono avvio all’incirca nel 1430, quando alcuni monumenti che appaiono sullo schermo ancora non esistevano o dovevano avere un aspetto del tutto diverso. La città appare dominata dall’imponente mole della facciata del Duomo, che però venne completata solo nel 1887, ma si pensi anche alla cupola di San Lorenzo, che venne commissionata solo nel 1604; o ancora al corridoio vasariano, che appare anche nella sigla di apertura, che non sarà aperto prima del 1565; o al dipinto “Venere e Marte al bagno”, affresco realizzato da Giulio Romano nel 1526, che pure compare in una scena del telefilm.

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Anche i ritratti dei protagonisti ci danno degli indizi importanti sui costumi storici della nobiltà dell’Italia rinascimentale: come qualcuno ha notato, Cosimo de Medici e i suoi familiari non sfoggiavano le barbe curate di Richard Madden e dei suoi colleghi, ma stando ai dipinti erano tutti perfettamente rasati.

Una trama inventata

Eppure non sono solo i piccoli indizi dal mondo dell'arte a far storcere il naso ai critici, poiché la trama prende delle svolte ben precise rispetto ai fatti storici. La serie si basa sul presupposto che Giovanni de Medici sia morto avvelenato, tanto che alla base delle vicende di Cosimo e Lorenzo c’è il desiderio di trovare l’assassino del padre. In realtà Giovanni de' Medici, capostipite della gens medicea, è morto di vecchiaia a 69 anni, il 20 febbraio 1429. La trovata, chiaramente ispirata a Il Padrino, ha essenzialmente il sapore della fiction, ma di storico c’è ben poco.

Negli ultimi episodi andati in onda le licenze rispetto alla storia sono aumentate, soprattutto per quelle parti dove abbiamo dati per confutare il racconto apparso sullo schermo.

Quanto alla carcerazione di Cosimo, sappiamo che egli fu arrestato perché accusato di voler instaurare una dittatura, e Machiavelli ci racconta come Cosimo riuscì poi a corrompere il carceriere Federico Malavolti, in modo da avere delle comunicazioni con l'esterno e sollevare il popolo contro i suoi nemici. Nella serie Contessina de Bardi resta a Firenze durante l’esilio di Cosimo, per gestire gli affari di famiglia, mentre in realtà si rifugiò nella villa di Cafaggiolo nel Mugello, prima di ritornare in città insieme al marito nel 1434. Falsa è pure la rappresentazione della morte del grande rivale Rinaldo Albizzi, che nella fiction è ucciso dai mercenari inviati da Cosimo subito dopo la sua scarcerazione, ma che in realtà morì in esilio a Mantova nel 1442.

In sostanza, la ricostruzione storica non rispecchia la realtà dei fatti storici, ma in fondo ha il merito di far appassionare il pubblico ad un'epoca straordinariamente ricca di cultura e bellezza, e questo è il suo miglior pregio.