Aria di tagli per la Rai, nota emittente statale. La società televisiva, infatti, ha imposto un tetto di compenso di 240mila euro tra dipendenti, giornalisti, attori e produttori. Ovviamente questo potrà colpire anche i prodotti "fiction" che escono dai laboratori RaiCinema e RaiFiction, che sono fortemente voluti dallo Stato. La decisione è stata presa soprattutto per permettere di avere risultati di alta qualità ma con budget di realizzazione basso.

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Questo porterà all'interruzione momentanea di alcune fiction già avviate come "L'Amica geniale" (che gode di una co-produzione americana) o "Il commissario Montalbano". Ma la cifra stanziata dalla Rai è paradossalmente utopica: infatti è impossibile non sfiorare i 240mila euro lordi per la realizzazione o acquisto di prodotti "fiction", soprattutto per quelle che saranno destinate anche alla visione oltreoceano (come accadde con la trilogia de "I Medici").

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Questo meccanismo di tagli scatta nel momento in cui l'emittente Rai figura con il ruolo di "produttore" insieme ad una società privata, cosa abbastanza comune in quanto la maggior parte dei prodotti creati vengono realizzati seguendo questo sistema. Oltre a questo modo di realizzazione, i tagli potranno spettare anche a fiction che vengono pre-acquistate dalla Rai da terze aziende, così come accade per la serie del "Il commissario Montalbano", non prodotta dall'emittente statale.

Per fare in modo che la Rai acquisti in questa maniera il prodotto c'è bisogno di un controllo editoriale che deve essere effettuato prima dell'acquisto.

Di conseguenza, prima di firmare il contratto, la Rai godrà del parere di una consulenza da parte di una società che suggerirà il prezzo più appropriato: così, in maniera quasi automatica, l'emittente conoscerà quali sono i costi del prodotto e potrà costringere la controparte a rivedere il contratto in modo tale da rispettare il tetto dei 240mila euro.

L'azione della Rai non è assolutamente ben vista dal governo, che preme per avere prodotti fiction di ottima qualità. Infatti è stato chiesto il parere dell'Avvocatura di Stato e l'ipotesi di andare a creare un decreto che salvi gli artisti ed i produttori dell'emittente.

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