A due settimane dall'annuncio del 19 luglio, di "confederate", sono esplose come granate a scoppio ritardato del comandante Porter, schegge di critiche verso il nuovo progetto degli showrunners di Game of Thrones, David Benioff e D.W. Weiss.

La serie distopica sarà ambientata durante la Guerra di Seccessione americana quando, rispetto all'andamento esatto della Storia, gli Stati del Sud sembreranno riuscire improvvisamente a distaccarsi con successo dall'Unione fino a dare vita ad una Nazione nella quale la schiavitù diventa praticata e legale e nuovamente in procinto di una terza guerra civile.

Nonostante il progetto si avvalga di due notevoli scrittori di colore, gli sposatissimi Nichelle Tamble Spellman ( Justified) e Malcolm Spellman ( Empire), la pioggia di dissensi delle comunità afro-americane verso un percorso di riscrittura "da fruste e piantagioni" giudicato diseducativo rispetto alla Storia ufficiale e una percezione di spettacolarizzazione del "dolore nero" da parte dei bianchissimi produttori Benioff&Wiess non accenna a diminuire.

Dopo che l'HBO ha rilasciato sulla CNN una granitica dichiarazione in difesa della serie, chiedendo agli spettatori di non avere giudizi preventivi senza una presa visione e di fidarsi "della cura e della sensibilità degli sceneggiatori", l'ultima domenica di programmazione di Game of Thrones, l'attivista April Reign - già promotrice dell'Hastag #OscarSoWhite - ha lanciato l'oramai diffusissimo Hastag #NoConfederate affinché l'emittente cancelli la serie.

Reali Distopie

L'idea di una serie ucronico-distopica, certo, non é nuova, pensiamo a "The Man in the High Castle", tratta dal romanzo "La Svastica sul Sole" di Philip K.Dick, ambientata in un passato alternativo nel quale le potenze dell'Asse sono riuscite a vincere la seconda guerra mondiale e a dominare il mondo, oppure alla recente "The Handmaid's Tale", dal romanzo della Artwood "Il racconto dell'ancella", dove a Gilead, un tempo USA, il Comandante schiavizza donne fertili con l'intento di ripopolare la neonata misogina società fondata su valori del torysmo, ma il progetto di "Confederate" sembra toccare più acutamente oggi la nuda pelle degli afro-americani per le crescenti violenze razziali dell'era Trump, presidenza che include fra la sua cerchia Sebastian Gorka coi suoi riconosciuti legami con il gruppo ungherese di suprematisti bianchi, l'Ordine di Vitéz tanto da considerare la schiavitù come uno stato permanente per i neri.

Anche Confederate avrà i suoi "White Walkers"? Stay Tuned!

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