Ci eravamo lasciati con la vittoria dei Soul System, a chiusura di una decima edizione deludente, con concorrenti poco motivati e poco originali, querelle infinite e giudici praticamente allo sbando. Archiviata una stagione di scivoloni, X-Factor riparte da zero o, per lo meno, dalla semplicità. Niente teatrini, niente sbadigli, tutti i giudici sembrano a proprio agio nei rispettivi ruoli. Si punta tutto sulle parole - quelle dei giudici che spiegano cosa significa per loro il famigerato fattore X - e sulla musica.

Se le audizioni della decima edizione avevano puntato principalmente sui "fenomeni da baraccone" e sulle polemiche gratuite tra i giudici - tutti molto poco in sintonia - in quest'undicesima annata, la musica grezza di talenti tutti da scoprire si è impossessata di nuovo del palco, con risultati soddisfacenti.

Basta con i casi umani

La prima puntata, come da tradizione consolidata, si apre con un giovane intimidito dal palco ma insospettabilmente dotato. "Ho visto la trasformazione da Clark Kent a Superman" esclama Fedez soddisfatto, quando Eniar Ortiz intona "All of Me" di John Legend, conquistando tutti e quattro i giudici. Non sarà l'unico solista della serata a rapire il cuore sia della giuria che del pubblico. La giovanissima Camille, appena diciassettenne, si siede al piano e, con una voce già calda e matura per la sua età, incanta tutti con un inedito tenero e delicato.

Ancora più trascinante è Rita, una vita complicata alle spalle, ma una presenza discreta e affascinante sul palco e soprattutto un timbro caldo e spesso per una cover di Tracy Chapman che rende giustizia alla canzone originale, dimostrando al contempo tutte le potenzialità di un diamante grezzo che il sempre attento Fedez non vuole lasciarsi sfuggire.

C’è spazio anche per i gruppi. I primi a lasciare i giudici piacevolmente spiazzati sono i Måneskin, band di quattro giovani elementi che, nonostante l'apparenza dinoccolata e un modo di parlare forse troppo "giovanile", convince il pubblico e anche i giudici, ma con qualche riserva. A Manuel non sfugge il fatto che il gruppo sia ancora poco unito e che il batterista sia il vero punto debole, ma la presenza scenica del frontman mette tutti d'accordo.

A spiccare più di tutti, però, è il duo degli Heron Temple che, con una cover di Paolo Nutini, dimostra un'ottima intesa canora e di possedere due voci tanto differenti quanto particolari, facendo breccia anche nel sempre abbottonato Manuel. Si distingue anche Samuel Storm, e non solo per la difficile storia personale di fuga dalla Nigeria, ma anche per una voce sofferta e intensa che gli garantisce i quattro sì dei giudici.

Levante, non solo cantautrice

La vera sorpresa della serata, però, è proprio uno dei giudici. Levante, forte del successo del suo ultimo singolo, si presenta fin da subito come un elemento competente. Nonostante l'emozione iniziale, rompe subito il ghiaccio, anche grazie ai colleghi veterani che, ormai, sono di casa nel talent televisivo.

Levante sa parlare in italiano - cosa non scontata per i giudici nostrani - sa articolare i suoi giudizi e dà sempre valutazioni precise ai concorrenti. Questo non le impedisce di emozionarsi fino alle lacrime di fronte alle esibizioni di concorrenti come Andrea Uboldi, il quale porta sul palco un rap decisamente meno volgare e molto più umano e personale – a tratti forse troppo logorroico – e la sua difficile storia familiare.

Il suo dolore per un padre che lo ha abbandonato trasuda tutto, e fa piangere anche Fedez e mara maionchi. Impassibile resta il solo Manuel Agnelli, che non si lascia incantare e, come sempre, rintuzza lì dove i difetti sono tanti, perché non basta saper emozionare la platea per dimostrare di avere l’X-Factor.

Levante sa anche usare una buona dose di ironia, soprattutto quando sono i casi umani a calcare le scene e a cercare persino di dare lezioni di vita ai giudici, dall'alto di un supposto talento incompreso. In questo è aiutata da Manuel Agnelli, pronto a litigare con il concorrente Angelo Oliva, che lo avvisa di "potergli insegnare un paio di cose", pungendolo sul vivo ma scatenando anche le risate del pubblico. Fedez si diverte a scaldare gli animi, invocando la rissa e lasciando presagire che quest'anno i giudici saranno ancora più polemici.

Attenti a Mara

La più agguerrita di tutti è certamente Mara Maionchi. Non più confinata ai brevi "Mara Dixit", è pronta a esprimersi a tutta forza e a sparare a zero sia sui talenti troppo sicuri di sé, sia su chi sale sul palco poco dotato non solo di modestia, ma anche di talento. La polemica però deflagra durante la performance dei The Noizers. La produttrice discografica li attacca subito con un fuoco di fila di domande, inalberandosi perché hanno deciso di usare un nome inglese per la propria band, e di scrivere e cantare canzoni in lingua straniera. C’è bisogno dell’intervento salvifico di Levante perché i poveri The Noizers vengano sottratti all'ira di Mara e riescano finalmente a esibirsi, dimostrando che "siete bravi, che p**le", per citare le parole indispettite della giudice più anziana.

Il bilancio della prima serata sembra incoraggiante: giudici svegli e pronti e concorrenti interessanti fin da subito. La quantità di casi umani dati in pasto all'audience per scatenare facili risate e commenti acidi resta ancora intollerabilmente alta, ma il montaggio e il rapido passaggio a esibizioni ben più emozionanti promettono una stagione che, si spera, non sarà un disastro di concorrenti confusi in ordine sparso.

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