Bello ma soprattutto incredibilmente bravo, il suo nome ha cominciato a incuriosire il grande pubblico dopo la difficile ma magistrale interpretazione dell'indimenticabile Faber nel film in due puntate della Rai "Fabrizio De André- Principe libero" in onda il 13 e il 14 febbraio scorsi, che ha contato oltre sei milioni di telespettatori [VIDEO]. Ma se era sfuggito al pubblico del piccolo schermo, marinelli era già un volto ben conosciuto per gli amanti del Cinema italiano.

Prima di De André

Classe 1984, Marinelli ha avuto le idee chiare molto presto, infatti nel 2006 riesce ad entrare all' Accademia Nazionale d'arte Drammatica di Silvio D'amico, ma solo nel 2010 comincia la sua scalata verso grandi interpretazioni grazie alla parte ottenuta come protagonista de "La solitudine dei numeri primi".

Nel 2013 ha anche una piccola parte nel film premio oscar "La Grande Bellezza" di Paolo Sorrentino, in cui interpreta un giovane aristocratico mentalmente disturbato.

Nel 2015 vince il premio Pasinetti al miglior attore per "Non essere cattivo" alla 72ma edizione del Festival di Venezia, film postumo di Claudio Caligari, che ha anche partecipato alle selezioni per gli Oscar, non entrando poi nella short list.

E' però il 2016 l'anno d'oro del giovane interprete che vince il David di Donatello come miglior attore non protagonista per l'interpretazione di "Zingaro" nel film di Gabriele Mainetti "Lo chiamavano Jeeg Robot", che quell'anno riscuote molto successo tanto che il regista vince il David come miglior esordiente, Claudio Santamaria come miglior attore protagonista, Ilenia Pastorelli come miglior attrice protagonista e Antonia Truppo come miglior attrice non protagonista.

Quell'anno Luca vince anche (sempre nella stessa categoria) un Ciack d'oro e un Nastro d'argento.

Insomma, Marinelli non è esattamente un novellino. Nel frattempo però, ha abbandonato Roma da qualche anno per seguire la fidanzata Alissa Jung (attrice tedesca incontrata sul set della fiction "Maria di Nazaret") a Berlino. Quì, come rivela l'intervista su Grazia, ha imparato il tedesco e preso parte ad una serie dal titolo "Die Pfeiler der Macht". In questi ultimi giorni, però, Novella 2000 ha ipotizzato un flirt tra l'attore e Valentina Bellè, che nel film su De André interpreta Dori Ghezzi. La stessa Dori in un'intervista ha dichiarato di aver scelto la Bellè non tanto per la somiglianza fisica con lei (che la stessa Ghezzi ritiene esser poca), ma per la grande intesa dei due attori sul set. In realtà, Luca e Valentina si conoscevano già in quanto sono stati colleghi nel film del 2017 "Una questione privata" di Paolo e Vittorio Taviani, il che potrebbe giustificare la loro chimica sul set.

Un futuro luminoso

Le doti musicali di Marinelli non erano passate inosservate, già ai tempi di "Lo chiamavano Jeeg Robot", in cui il suo personaggio inscena un piccolo spettacolo cantando "Un'emozione da poco" di Anna Oxa, riprodotta anche in una esibizione con Santamaria sul palco dell'Ex-Dogana a Roma per promuovere il film (li trovate nei video allegati).

Ma che riuscisse a fare una performance come quella fatta de "Il pescatore" di De André, beh, ha stupito anche chi già credeva in lui. La stessa Dori Ghezzi ha tenuto a sottolineare durante una conferenza stampa che quella esibizione non era girata in playback, ma con l'attore che ha cantato davvero con una band dal vivo, e ai più accorti questo non era sfuggito. Sicuramente la scelta di interpretare un mito italiano come Fabrizio De André non è stata facile, e lo stesso protagonista ha più volte affermato di essere stato davvero terrorizzato dall'impegno assunto. E chi potrebbe biasimarlo. Nonostante le numerose critiche arrivate dal web riguardo il fatto che forse la cadenza genovese sia risultata un po' di difficile riuscita per l'attore, i consensi sulla sua interpretazione non hanno tardato ad arrivare. Come sottolinea il sito di Rolling Stones, Marinelli oltre a essere stato bravo ha dimostrato anche un gran coraggio ad accettare di rapportarsi con il cantautore italiano "più grande di sempre".

Beh, che dire? Chapeau Luca!