La recente condanna a 28 anni di carcere per l’ex mogul del Rap e boss della Death Row Records, Suge Knight, pare non essere andata per nulla giù a suo figlio, Suge Jacob Knight, Jr., che di recente ha affidato ai social media (YouTube e Instagram, nello specifico) le sue considerazioni in merito.

Suge Knight, oggi cinquantatreenne, è stato nei primi anni ’90 una delle figure più influenti e temute della scena hip-hop statunitense, l’uomo dietro al successo planetario di nomi di primordine, quali Snoop Dogg, Tupac Shakur e Dr.

Dre (quest’ultimo in veste di solista, chiusasi la parentesi con gli N.W.A); crollato l’impero Death Row, il gigantesco burocrate californiano ha visto la galera più volte, ma è l’ultimo verdetto – che l’ha trovato colpevole di omicidio e tentato omicidio – quello che lo vedrà più a lungo lontano dai riflettori, poiché soltanto un’eventuale buona condotta dietro le sbarre potrebbe accorciargli la quasi trentennale sanzione.

Le parole del figlio di Knight

“Devo farmi forza”, ha raccontato alle telecamere il ventunenne figlio di Suge. “Con tutti i problemi di salute che ha, sono molto preoccupato per mio padre, perché è un uomo forte, ma è pur sempre un essere umano. Più tempo passa in carcere, più stress accumulerà, e non gli farà bene. Il sistema sta cercando di fare in modo che non possa più uscire di prigione, e questa è la cosa più triste”.

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Rap

Già alcuni mesi fa, quando si diffuse la notizia che Knight fosse stato portato d’urgenza in ospedale per un malore, Suge Jr. aveva espresso malcontento per la condizione di detenuto del padre, chiudendo il suo messaggio d’augurio per una pronta guarigione con la seguente frase: “Mio padre non vuole restare al fresco per qualcosa che non ha fatto. Voialtri non avreste la sua forza, vi pieghereste tutti”.

La situazione giudiziaria di Suge

Suge Knight si trova in carcere dal 30 gennaio 2015, quando si è consegnato alle autorità di Compton in virtù del suo coinvolgimento nell’omicidio di Terry Carter (suo amico), episodio da ricondurre alla produzione del film “Straight Outta Compton” (sul cui set è avvenuto il delitto), del quale Suge ha tentato più volte di fermare le riprese; da allora, per l’ex patron della Death Row non è stato più possibile assaporare la libertà, complice la cauzione fissata dal giudice a 25 milioni di dollari (poi ridotta a 10) che il detenuto non è stato in grado di pagare.

Il 20 settembre scorso, avvalendosi del termine legale “no contest” (che nella giurisdizione statunitense equivale, in sostanza, ad un’ammissione di colpevolezza), Suge ha di fatto accettato di chiudere il processo a suo carico con i 28 anni inflittigli dalla corte.

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