La scorsa estate ho trascorso le mie vacanze per la prima volta nella magica Thailandia. Sono rimasta affascinata dai sapori, dagli odori, dai colori, dai volti, dai sorrisi, dal maestoso sfarzo dei templi e degli enormi grattacieli e dalla miseria più assoluta.

Già, perché il contrasto tra povertà e ricchezza è davvero sfacciato, nella Bangkok dai mille grattacieli, e dalle altrettante baracche lungo il fiume, il suggestivo e sporco Chao Phraya. Immensi grattacieli, sedi di uffici, alberghi e centri commerciali, fanno da tetto a case fatiscenti, baracche improbabili e attività street food di ogni tipo. Ed è proprio qui la contraddizione: mentre i ricchi Bangkocchiani imprenditori siedono sulle loro sedie di pelle dall'alto del loro grattacielo, magari al sessantesimo piano, sotto ci sono quelli che invece per poco più di 40 bat (nemmeno 1€) ti scorrazzano in giro per la città su i loro Tuk Tuk, la nostra Ape Piaggio degli anni '70, a tutta velocità, rischiando anche la vita a volte, ma sicuramente un'esperienza da provare.

Per loro, averti seduto lì sopra è una gioia, aiutarti in qualche modo a scoprire ed amare la loro terra strappa a loro un sorriso, sorriso che hanno sempre stampato sul volto, nonostante le pessime condizioni di lavoro e di alloggio. A volte si prendono gioco di te chiaramente, ma sta alla tua scaltrezza non cadere in tentazioni scomode. Sono un popolo meraviglioso, altruista e generoso con i suoi turisti, un viaggio che consiglio dal cuore, è un'esperienza unica, sia nella caotica Bangkok, che nelle piccole e paradisiache isole del golfo.