Da anni si è ormai consolidata come la compagnia low cost più importante d’Europa, battendo la concorrenza anche di un altro colosso molto competitivo, l’inglese Easyjet. Parliamo dell’irlandese Ryanair, fondata nel 1985 da Tony Ryan. La prima tratta fu quella tra Waterford e London Gatwick, con l'intenzione di inserirsi nel mercato dominato dal duopolio British Airways ed Aer Lingus. Una seconda tratta arrivò nel 1986. L’inizio fu promettente, anche se dopo qualche anno i bilanci si mostrarono in perdita e così nel 1991 la compagnia fu affidata a Michael O'Leary, che la rese molto più flessibile e a partire dal 1995 fece registrare una costante crescita.

Al punto che oggi opera su più di milleseicento tratte, collegando ventotto paesi europei più il Marocco. Negli anni ha introdotto diverse novità interessanti o paventato idee bizzarre, poi rimaste solo una suggestione (come il posto a sedere in piedi). Ultime due l’introduzione del wi-fi e del cinema a bordo. Vediamo di cosa si tratta.

Wi-fi e video intrattenimento

La compagnia irlandese vuole dare maggiori comfort ai suoi passeggeri e così ha pensato di introdurre una connessione internet gratuita ma anche la possibilità di vedere film. Quanto alla prima, dovrebbe iniziare già quest'anno. Quanto alla seconda, l'idea è quella di permettere lo streaming gratuito sui dispositivi dei clienti di film e serie televisive. E chi lo paga? Le compagnie commerciali che operano nella città di destinazione dei voli.

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In questo modo avrebbero comunque anche un loro un vantaggio in termini di pubblicità.

Le altre novità

Come detto, Ryanair è sempre foriera di novità segno del fatto che non si accontenta del pur crescente successo in termini di profitti. Si pensi all’introduzione di una business class o al fatto che sui voli nazionali basta esibire solo la patente di guida come documento di riconoscimento per imbarcarsi. Fu invece bocciata l’idea dei posti in piedi, come detto, o quella di far pagare 50 centesimi per andare in bagno. Cos’altro si inventerà la multinazionale irlandese? Chissà. Ma sicuramente avrà successo, come da vent’anni a questa parte.