Nel periodo di Expo visitare Milano è quasi un dovere. Gli itinerari pronti all'uso sono tantissimi, ma seguire le orme del grande Leonardo da Vinci può risultare decisamente più affascinante per, attraverso le sue opere, tornare a rivivere la Milano del XV secolo. Punto di partenza obbligatorio è il monumento a lui dedicato, dominante si erge proprio in centro di Piazza della Scala, frontale al celebre teatro. Fu inaugurato nel 1872 al cospetto del Re Vittorio Emanuele II per celebrare l’opera dell’artista milanese Pietro Magni.

Passiamo ad un’altra piazza, Piazza Pio XI, sede della Veneranda Biblioteca Ambrosiana dove al suo interno è conservato, sin dal lontano 1637, il prezioso Codice Atlantico. L’antico manoscritto, composto da ben 1119 pagine, testimonia le grandi capacità del genio toscano nei molteplici campi scientifici, ingegneristici ed artistici.

Chi nel mondo non conosce la Basilica di Santa Maria delle Grazie? Questo luogo, sito nella piazza omonima, vede custodire, molto probabilmente, l’affresco più famoso al mondo: il Cenacolo Vinciano. Commissionato da Ludovico Sforza tra il 1496 e il 1498, venne dipinto da Leonardo nel refettorio dove i frati si riunivano per mangiare.

Celebre e ben visibile è tra le icone più rappresentative della città Meneghina. Parliamo ovviamente del Castello Sforzesco che detiene al suo interno veri tesori creati dal genio di Leonardo. Qui risiedono il Codice Trivulziano ed il finto pergolato, da lui dipinto sulle volte della Sala delle Asse, composto da 16 alberi che con i loro rami intrecciati formano l’emblema Vinciano. Nel nostro particolare itinerario è d’uopo passare dal museo della Scienza e della Tecnologia, ad oggi il più grande in Italia a lui intitolato, che può vantare molti dei suoi progetti ideati ed in parte realizzati.

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Il sito si trova nell’antico monastero di San Vittore nel centro della città.

La Casa degli Atellani, da poco tornata agli antichi splendori, è un’altra pregevole quanto originale fermata di questo tour nel cuore di Milano. A pochi passi da Santa Maria delle Grazie, nell’incantevole contesto dato dal giardino delle Delizie, Leonardo coltivava la vigna a lui donata da Ludovico il Moro, un ampio rettangolo di circa 60 mt in larghezza e 175 di lunghezza.                

Altra zona di Milano che vide Leonardo da Vinci protagonista risulta essere la Conca dell’Incoronata in via San Marco, nome originato dall’omonima e vicina chiesa. Lo scienziato supervisionò il progetto per unire il Naviglio alla Martesana costruendo l’avveniristica chiusa in legno e relativo ponte delle Gabelle. Così chiamato per i dazi che i barconi pagavano all’ingresso della città, oggi unico reperto esistente dei due fiumi che percorrevano il centro storico.

E finiamo il giro con il maestoso cavallo di bronzo in bella mostra, con i suoi quasi 8 metri di altezza, all'ingresso dell’ippodromo del galoppo in San Siro.

Il lavoro mai portato a termine da Leonardo, venne ripreso negli anni settanta da un pilota americano, tale Charles Dent, che in possesso del progetto originale riuscì a recuperare i fondi necessari per completare l’imponente opera. Purtroppo morì prima della sua definitiva collocazione che avvenne solo nel 1999 grazie all’intervento di un altro cittadino statunitense, Frederik Meijer, che lo donò alla città di Milano tenendone però una copia gemella che risiede nell’omonimo parco Meijer Gardens nel Michigan.