In Sardegna, quella dei Candelieri è una festa antica, così antica da non render possibile, né certa, una vera e propria datazione. Inizialmente nata per liberare la città dalla peste, è diventata in seguito un rito ricorrente nella notte di Ferragosto. Di recente inserita nel patrimonio orale e immateriale dell'umanità dell'Unesco, affonda le sue radici nella storia pisana, più precisamente nel XIII secolo, periodo in cui a Pisa la tradizione voleva che si portassero in processione delle macchine ricoperte di cera dalle più svariate raffigurazioni, come voto alla Madonna.

Pisa, repubblica marinara, era in quegli anni alleata di alcuni dei principali centri della Sardegna, tra cui Sassari.

È grazie a questo antico rapporto che la tradizione, diversa da come la conosciamo oggi, attraversò il mare, per arrivare alla città più grande del nord dell'isola.

La festa, oggi

La faradda di ri candareri, come comunemente chiamata, si è evoluta nel corso dei secoli per arrivare ai giorni nostri trasfigurata nei mezzi ma con la stesso pathos e la stessa passione che accompagna i sassaresi da oltre 400 anni. Quattrocento sì, perché la Faradda, a livello storico, venne ufficializzata solo nel 1652.

In quella data, gli otto maggiori Gremi, associazioni di arti e mestieri, portavano già da parecchi anni i Candelieri, un tempo di cera ed oggi in legno, in processione. E così, ancora oggi, si ripete l'antica tradizione: uno alla volta, distanti poche decine di metri, i Dieci Gremi, discendono danzanti e festosi, trasportati con grande sforzo e abilità. 

Ma è la partecipazione e l'animo festoso del pubblico a rappresentare la vera anima di una festa immortale.

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Non ci sono transenne, né vincoli di alcun tipo. I Candelieri procedono nelle loro evoluzioni accompagnati dai canti dei loro sostenitori, né traggono energia e giocano con loro. 

La tradizione vuole che i candelieri più "ballerini", quelli che si sottopongono al maggiore sforzo, avranno davanti a sé un anno ricco di soddisfazioni lavorative. E così,per il pubblico, ma anche per loro, i fabbri, i piccapietre, i viandanti e i contadini, e ancora i falegnami e gli ortolani, i calzolai e i muratori, i sarti e i massai, anno dopo anno, sono i protagonisti della festa più calorosa che la Sardegna conosca.

Se non avete impegni e siete in Sardegna dalle 18 in poi del 14 agosto, a Sassari ci sarà da divertirsi. La notte, ovviamente, la festa continua, e quando i candelieri riposano i ragazzi, più o meno giovani, continuano a far baldoria.