Il contraccolpo psicologico che qualcuno auspicava è arrivato: numerosi viaggiatori Italiani, almeno per il Ponte dell’Immacolata e per il periodo Natalizio, rinunceranno a viaggiare verso mete straniere. Il Codacons fa sapere di aver ricevuto numerose segnalazioni di cittadini che, per paura di eventuali attacchi terroristici, hanno deciso di rimanere a casa a dicembre o che comunque non si muoveranno dall’Italia. “In base alle nostre stime, quest’anno potrebbe esserci un crollo fino al 15% delle prenotazioni all’estero per il periodo natalizio rispetto al 2014” fa sapere il Codacons in un comunicato. Gli Italiani, in parole povere, non si sentono sicuri ad andare all’estero in un periodo così delicato.

Mentre rimane stabile la richiesta per le località sciistiche italiane e/o per quelle che offrono l’attrazione dei mercatini natalizi.

Le agenzie di viaggio

Le mete di cui gli Italiani hanno più paura sono le grandi città Europee (Parigi in primis), ma anche e soprattutto le località marittime del Mar Rosso e del Medio Oriente, fino a pochi anni fa mete predilette per le vacanze invernali, viste le temperature più che gradevoli registrate anche in pieno Inverno. Tutto ciò porta a una diminuzione del lavoro per le agenzie di viaggio, che non riescono a riparare il danno puntando sulle mete nazionali, visto che molti Italiani rinunceranno a prescindere a viaggiare. Ovviamente, meno lavoro per le agenzie vuol dire anche meno fatturato per tutti e meno posti di lavoro in ambito turistico creati.

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Senza paura

Il terrorismo crea problemi alla sicurezza delle Nazioni, ma provoca danni ingenti soprattutto al settore turistico, uno dei più colpiti indirettamente dalla strategia del Terrore. Ivano Zilio, presidente di Primarete, a tale scopo ha deciso di lanciare la campagna social #WeAreNotAfraidToTravel (‘Non abbiamo paura di viaggiare’, ndr), in cui invita tutti i viaggiatori che a dicembre si muoveranno dall’Italia a diffondere un messaggio di speranza: viaggiare è utile ed è bello, e privarsene vuol dire fare il gioco dei terroristi. Zilio ha dichiarato che, a parer suo, la voglia di viaggiare degli Italiani non è affatto diminuita, ma la paura di nuovi attentati gioca un ruolo fondamentale in questo periodo storico. Ha aggiunto inoltre che anche a seguito degli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 si avvertiva nell’aria la paura di viaggiare, ma che pochi mesi più tardi tutto è tornato più o meno alla normalità.