C'è un detto che recita "Ogni viaggio lo vivi tre volte: quando lo sogni, quando lo vivi e quando lo ricordi". Niente di più vero, soprattutto se il viaggio si tinge, ad ogni passo, di emozioni, di esperienze, di autenticità. Vivere un territorio, nutrirsi delle sue sfumature, immergersi nelle sue tradizioni, coglierne l'anima più intima: è questa la nuova frontiera del Turismo, una frontiera mobile, che va ben oltre gli stereotipi di un turismo indifferenziato e generalista. E, se a tutto ciò si unisce la ricerca della proprie radici, la forza della fede, il desiderio di ridare colore a fotografie sbiadite dal tempo, la voglia di muoversi lungo le vie di una terra lasciata per un altrove che ha accolto aspirazioni e aspettative, ecco che un viaggio diventa "il viaggio".

Emozioni, fede e radici: i Nebrodi, terra di Sicilia, diventano il cuore di un'esperienza autentica e unica

Si chiama "turismo genealogico" ed è una tendenza consolidata negli USA, ma appena agli esordi in Italia.

In Sicilia, questa tipologia di turismo approda finalmente sui Nebrodi, andando ad abbracciare un territorio ampio e variegato, ricco di peculiarità storiche, artistiche, culturali e paesaggistiche: uno scenario unico, tracciato dalle linee azzurre del mare e dalle curve sinuose dei monti, che si erge a custode di un mondo intriso di religiosità, dove la fede ha sempre casa e dove le tradizioni continuano a sfidare il velo del tempo e dell'oblio.

Il turismo genealogico non è solo turismo: figlio dei fenomeni migratori che, nei decenni passati, hanno interessato in misura molto rilevante il nostro Paese, non è fatto solo di luoghi, ma vive di storie, di memorie, di identità e, molto spesso, di nostalgia.

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Progetto di Eccellenza ”Itinerari per la valorizzazione del turismo religioso” finanziato dall’Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana, quello che vede l’AFEIP come capofila e che include 17 comuni del comprensorio nebroideo, è un progetto ambizioso, ma con un obiettivo ben preciso: "Dai Tindaridi alla Madonna Nera – Storia, Fede e Leggende sui Nebrodi", ha come principale target di riferimento quello costituito da tutti gli emigranti (soprattutto di seconda e di terza generazione) che desiderano ripercorrere il territorio siciliano lungo le vie delle fede e alla riscoperta delle proprie radici. Il progetto si pone come base perfetta per un tour emozionale ed esperienziale, la cui anima è il Santuario di Tindari: da qui, su un alto promontorio, il manto della Madonna Nera avvolge e lega quei paesi che furono la culla di numerosi emigranti, oggi padri, nonni, fratelli, zii.

I paesi del progetto: l'Information Day

Rosalba Mollica, Rosario Mollica, Natalia Carianni, Gabriele Panissidi: dalla voce dei relatori del secondo "Information Day", tenutosi domenica 9 aprile, è emerso chiaramente l'entusiasmo per un progetto che mette al centro il legame tra persone e territorio. I pacchetti turistici integrati che ne costituiscono il cuore sono stati creati con la collaborazione di vari partner e mettono in rete dei borghi contraddistinti da unicità e irripetibilità: questi borghi sono i luoghi dell'anima, i paesi che molti loro figli, in passato, decisero di lasciare, portando sulle spalle un bagaglio fatto solo di speranze e di sogni.

Ed ecco scorrere i nomi dei paesi: Galati Mamertino, Montalbano Elicona, Patti, Piraino, Librizzi, Floresta, Sant'Alessio Siculo, Ucria, Raccuja, Gioiosa Marea, Brolo, Ficarra, Naso, San Salvatore di Fitalia, Castell'Umberto, Tortorici, San Piero Patti. Ogni nome una storia. Ogni nome emozioni da condividere.

Erano presenti all'incontro il sindaco di Galati Mamertino Antonino Baglio e il suo vice Vincenzo Amadore, il sindaco di Ficarra Gaetano Artale, il vice sindaco di San Salvatore di Fitalia Mario Mileti, l’assessore di Piraino Enzo Princiotta, l’assessore di Gioiosa Marea Carmelita Lisciandro e il Prof. Filippo Grasso, esperto di Turismo Geografico.

Gesualdo Bufalino diceva: "c’è chi viaggia per perdersi, c’è chi viaggia per trovarsi". O, forse, per ritrovarsi. Nei luoghi della memoria. Lungo le vie della fede. Sulla strada del "ritorno".