Anagni (provincia di Frosinone) può essere la soluzione perfetta per un viaggio fuori porta di due o tre giorni, magari per il "ponte dei Santi", che in questo 2025 cade fra la giornata di venerdì 31 ottobre e domenica 2 novembre.
La cittadina laziale, che fu sede papale sotto Bonifacio VIII, prima che venisse trasferito ad Avignone, è ricca di tesori d'arte tutti da visitare. Essa propone, tra le stradine tranquille e tortuose del centro storico, botteghe artigiane da scoprire e antichi menù medievali tutti da gustare.
La Cattedrale di Anagni è con il suo Museo è un monumento imponente.
È nata poco dopo l'anno Mille per custodire le reliquie dei Santi e caratterizzata da architetture severe e magnifiche. La sua cripta, colorata e complessa era stata quasi abbandonata dopo il Trecento, così come una parte della città. Loi la "Cappella Sistina del Medioevo", come la definiscono, è tornata attiva ed oggi è mantenuta con grande premura: è decorata con figure sacre, storie della Bibbia e dei Santi, animali reali e fantastici, simboli filosofici. Ma anche personaggi misteriosi, esoterici secondo alcune interpretazioni, come i Quattro Tetramorfi.
Dunque questo luogo è frequentato anche da tutti coloro che arrivano qui dopo aver sbirciato l'esterno della famosa Casa Barnekov (palazzo Gigli) e sono alla ricerca di enigmi, di cavalieri, di teste con serpenti, di spire di draghi.
Ponte dei Santi con le storie di Bonifacio VIII e l'ombra di Thomas Becket
Tra Cripta, Museo e palazzi privati, di richiami alle storie dei quattro Papi papi anagnini, dei contrasti con i re, ce ne sono un bel po'. Proprio qui avvenne il famoso episodio dello "Schiaffo di Anagni" dato, pare da Sciarra Colonna a Bonifacio VIII all'apice del conflitto fra il Papa e il monarca francese Filippo il Bello. Ma ci sono tanti libri che parlano d'altro, di Crociati proveniente dalla Scozia e dalla Terra d'Albione, per esempio. Bisogna leggere con pazienza, magari giusto prima di giungere per il Ponte dei Santi ad Anagni, per comprendere appieno gli intricati riferimenti presenti negli affreschi, nei dipinti, nei pavimenti riccamente intarsiati con pietre dure, nei decori a sanguigna sui muri, anche minuti.
Altrimenti ci sono le guide o i totem della Cattedrale a spiegare qual è il simbolo dei Rosacroce per collegarsi alla Storia dei Templari e agli autori dell'omicidio dell'Arcivescovo di Canterbury Thomas Becket, un delitto che ancor oggi resta avvolto nel mistero.
Comunque, c'è talmente tanta spiritualità nelle vie del centro di Anagni, protetta dal suo grandissimo santo San Magno, che pare difficile lasciarsi tentare, proprio nel Ponte dei Santi dalle poche leggende sugli stregoni locali raccontate nei tour notturni organizzati da varie associazioni, anche in occasione di Halloween. Si può camminare tra le cinque antiche porte di accesso: stradine, vicoli, terrazze, torri e osterie in questi giorni sono rallegrate da gruppi di bancarelle.
Mentre ci si sposta nel centro storico verso il Palazzo di Bonifacio VIII, capita invece di 'cedere' ai segreti del mestiere profusi nei prodotti degli orafi, degli artigiani del legno, del cuoio, esibiti nelle vetrine gourmet dei produttori a chilometro di zero di farine, polenta, legumi conosciuti e rari. Sono ottimi da portare a casa come souvenir, insieme alle verdure di campagna, alle castagne, alle mele antiche, al miele delle colline, ai biscotti, al pane scuro e ai dolci di pasta frolla.
La gastronomia locale
Inoltre durante il Ponte dei Santi ad Anagni si vende l'olio delle montagne della provincia di Frosinone, quello nuovo quasi verde e quello vecchio che incanta col suo profumo intenso e il color dell'oro.
I ristoranti sono piccoli, gotici o romanici nell'architettura, offrono la tavola spartana, senza fronzoli, che lascia spazio alle lasagne locali farcite con carne e prosciutto, alle antiche ricette al forno con agnello, manzo e maiale, alle zuppe profumate e una ricca varietà di affettati medievali: dalla lonza tartufata alla porchetta al forno, dal sanguinacci alle salsicce di cinghiale, accompagnati da crostini e sottoli fatti i casa.