Le società di Inter e Milan sono al lavoro sul nuovo stadio di San Siro, che sarà ovale, a due livelli e costruito lungo la via Federico Tesio, dove attualmente sorge il Parco dei Capitani. Mancano 15 giorni lavorativi per il perfezionamento dell'operazione, ma forse anche meno. Il rogito dovrà essere firmato al massimo entro il 10 novembre, altrimenti scatterà il vincolo della Soprintendenza sul secondo anello dell'attuale stadio Meazza. I numeri della transizione non sono ancora definitivi: il prezzo di vendita per l'immobile e le aree circostanti stabilito dall'Agenzia delle Entrate è 197 milioni di euro, più 20 milioni ancora dovuti al Comune dai club per manutenzioni non completate.
Ma è certo che il comune manterrà una quota di compartecipazione, per poter dire la sua, soprattutto dal punto di vista ambientale, considerando l'impatto urbano derivante dall'apertura di un cantiere di questa mole. Dunque non è ancora nota la cifra dell'assegno che i club presieduti da Giuseppe Marotta (Inter) e Paolo Scaroni (Milan) staccheranno davanti al notaio, né la data certa per questa storica transazione. Ma tutti aspettano di buon grado.
Le parole di Federico Battelli, consigliere comunale a Milano
"Sono passati più di 6 anni da quando Inter e Milan hanno depositato al Comune di Milano la richiesta di poter costruire il nuovo San Siro", commenta Federico Battelli, consigliere comunale a Milano, che si è battuto strenuamente per l'approvazione della delibera votata positivamente il 30 settembre scorso.
"C'è stato un unico obiettivo che ha guidato le scelte sia in Consiglio comunale che in Giunta. Poter mantenere il gioco del calcio nel quartiere San Siro. Il Consiglio Comunale si era espresso già diverse volte ponendo alcuni elementi a garanzia dell'interesse pubblico, trascritti e portati al tavolo di trattativa con le squadre e previsti nella delibera votata".
Fra questi ci sono il mantenimento del 50% dell'area a verde, il ritorno di 80 mila metri quadri che tornano nella disponibilità del Comune di Milano e verranno gestiti dalle squadre, la riduzione dell'indice di edificabilità dallo 0,65 allo 0,35 come già previsto dal piano di governo del territorio.
"Il rispetto di tutti questi elementi garantisce che questo progetto ha un interesse per la città.
È anche vero che la città sta vivendo una fase complessa. Il Consiglio comunale dovrà essere attento, vigile, nel garantire il rispetto di tutti gli elementi che sono stati individuati. E attento rispetto alla definizione nel piano attuativo di tutti gli elementi di dettaglio che non si possono definire subito".
Numeri e ricavi da capogiro
Il nuovo San Siro - che sarà progettato da due archistar, Lord Norman Foster e David Manica - secondo le prime indiscrezioni, non farà rimpiangere lo storico stadio Meazza. Sarà di forma ovalizzata e spostato a ovest, lungo la via Tesio. Potrà ospitare meno spettatori (71.500), una partita alla settimana e non meno di 20 concerti musicali all'anno. I primi numeri sono già da capogiro.
Il costo totale del progetto ammonterà a non meno di 1,5 -1,7 miliardi di euro. Sarà costruito tra il 2027 e il 2030-2031 secondo gli attuali vincoli di sicurezza per gli impianti sportivi di questa classe, ma con materiali d'avanguardia. Sarà sostenibile, antirumore più possibile grazie a speciali coperture fonoassorbenti e griglie poste alle spalle delle tribune. L'altezza del catino sarà 52 metri, la pendenza delle tribune sarà ancora 37 gradi, in modo da mantenere per tutti una vista emozionante e spettacolare sul campo. Le barriere fra le tifoserie saranno minime, ma supersorvegliate. Ci saranno ristoranti, skybox, negozi, aree per eventi scorporate, il museo, posti riservati ai disabili in ogni settore.
Dall'apertura nel 2032 i ricavi annuali per i club dovrebbero dunque passare dagli attuali 70-80 milioni di euro a circa 160 milioni. Il museo potrebbe generare ricavi annuali per 30 milioni di euro, se ci si basa su quelli dichiarati dal Museo dello stadio di Barcellona. Il giro d'affari stimato dal nuovo stadio è pari a 1,4 miliardi di euro.