Donald Trump non ha atteso la decisione delle Nazioni Unite, non ha parlato con Vladimir Putin così come aveva preventivato lo stesso presidente degli Stati Uniti. Trump ha semplicemente deciso quello che l'amministrazione Obama ha rimandato per oltre cinque anni, un attacco diretto alla #Siria di Bashar al-Assad. Ad essere colpiti sarebbero stati esclusivamente obiettivi militari, in particolare la base da cui sarebbe partito il presunto attacco chimico che ha causato quasi un centinaio di vittime. Sono 59 i missili tomahawk lanciati dai due cacciatorpedinieri, la USS Porter e la USS Ross, posizionate nel Mediterraneo orientale. Obiettivo la base aerea di al-Shayrat, nel centro della Siria, possibile punto di partenza del raid di Khan Sheikhun.

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Secondo il Pentagono, "l'attacco ha ridotto la possibilità del governo siriano di utilizzare le armi chimiche" ed è una "risposta proporzionata alla strage commessa nella provincia di Idlib". "Il mondo sia con noi", è stato il commento di Donald Trump dopo l'avvenuto raid.

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Mosca: 'La carneficina di Idlib? Un pretesto per l'attacco'

La tensione a livello globale ora è altissima. In Siria sono presenti le forze armate e l'aviazione russa, alleate del governo di Bashar al-Assad di cui hanno supportato la campagna militare contro i ribelli e contro l'Isis. Mosca ha alzato la voce, commentando duramente l'accaduto. Secondo il ministero degli #Esteri, infatti, "la carneficina di Idlib è solo un pretesto per sferrare questo attacco. Queste azioni sono assolutamente sconsiderate.

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Gli Stati Uniti avevano già deciso di attaccare la Siria, ben prima della strage di Khan Sheikhun". Il Cremlino, che subito dopo il presunto attacco chimico aveva fornito una propria versione dei fatti, ha chiesto in merito la riunione urgente del consiglio di sicurezza dell'ONU. Il bilancio dell'attacco in termini di vite umane è di 15 vittime, tra cui 9 civili. Tra i morti ci sarebbero anche 4 bambini. La tv di Stato siriana ha confermato che l'azione statunitense ha colpito obiettivi militari e l'ha definita "un'aggressione ed una violazione alla sovranità del Paese".

Nave da guerra russa entra nel Mediterraneo

A conferma di una tensione ormai sopra il livello di guardia, Fox News ha riportato una notizia davvero poco rassicurante. Una nave da guerra russa, infatti, ha fatto il suo ingresso nel Mar Mediterraneo. Il natante si starebbe dirigendo verso i due cacciatorpedinieri che la scorsa notte hanno lanciato un attacco missilistico contro la base siriana di al-Shayrat.

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Si tratta della 'Admiral Grigorovich', componente della flotta del Mar Nero, una fregata armata con missili da crociera Kalibr, la versione russa dei tomahawk.

Nuovi raid del governo siriano dalla base colpita

La base siriana di al-Shayrat è ancora parzialmente operativa. Secondo una notizia diffusa dall'Osservatorio siriano per i diritti umani, noto megafono dell'opposizione con sede nel Regno Unito, due aerei sarebbero decollati dalla base colpita dall'attacco statunitense per compiere raid verso obiettivi situati nei pressi di Palmira. La notizia è stata riportata dal sito libanese L'Orient Le Jour.

Mosca, dalla Duma l'invito ai parlamenti del mondo per condannare l'attacco USA

Un appello a tutti i parlamenti del mondo, in particolare all'Unione interparlamentare, all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, all'Assemblea Parlamentare dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa. L'iniziativa è della Duma di Stato che chiede una "condanna unanime verso gli Stati Uniti d'America, responsabili della violazione dei principi fondamentali del diritto internazionale, che mettono inoltre la rischio la cooperazione internazionale nella lotta al terrorismo".

USA: 'Assad deve essere processato come criminale di guerra'

"Bashar al-Assad si è reso responsabile di crimini di guerra contro il suo stesso popolo e, come tale, deve essere trascinato davanti alla giustizia". Si tratta della bozza di un progetto di risoluzione elaborato dal Congresso degli Stati Uniti. L'autore è il senatore Benjamin Cardin, secondo il quale "Assad ha perso ogni legittimità come presidente della Siria". Nel testo si chiede inoltre di "condannare la Russia per aver bloccato la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU".

USA-Russia, chiusa anche la linea diretta di contatto

La frattura tra Washington e Mosca si acuisce. Il Cremlino, soltanto poche ore fa, aveva assicurato il mantenimento di un canale diretto con il comando militare americano allo scopo di prevenire incidenti tra gli aerei nei cieli siriani. Tutto questo, nonostante avesse annunciato la sospensione degli accordi per la sicurezza aerea. Il ministero della difesa, al contrario, ha comunicato al Pentagono anche la chiusura di quell'unica linea diretta.

Lettonia dalla parte di Washington

"Sosteniamo la decisione di Washington di attaccare la base aerea di al-Shayrat". Questa la posizione ufficiale del governo della Lettonia, ribadita dal portavoce del ministero degli esteri, Raimond Jansons. "L'utlizzo di armi chimiche è una violazione del diritto internazionale - ha proseguito - e riteniamo che l'azione statunitense sia un atto proporzionato per impedire il ripetersi di tali vili atti. Nonostante tutto, il Consiglio di sicurezza dell'ONU non ha ancora preso alcuna risoluzione, la decisione è rimandata per mancanza di unanimità tra i componenti".

Mogherini: 'No a risoluzione militare per la Siria'

"L'Unione Europea è stata informata dell'attacco americano alla base siriana di al-Shayrat, ma si mantiene contraria ad una risoluzione militare del conflitto". Lo ha detto l'alto rappresentante per gli affari esteri dell'UE, Federica Mogherini, sottolineando che Bruxelles mantiene una "ferma posizione circa l'unità, la sovranità e l'integrità territoriale della Siria".

Francia: 'Russia ed Iran capiscano che non ha senso sostenere Assad'

"Basta ipocrisie. Se la Russia vuole il meglio, deve fermarsi e negoziare". Questo il parere di Jean-Marc Ayrault, ministro degli esteri francese. "Parigi - ha aggiunto - non cerca lo scontro con Mosca e Teheran, tuttavia Russia ed Iran devono capire che non ha senso sostenere il presidente siriano Bashar al-Assad".

La Giordania sostiene gli Stati Uniti

"Un attacco necessario". Così il portavoce del Consiglio dei ministri della Giordania, Muhammed al-Momeni, ha definito l'azione militare degli Stati Uniti contro la base siriana. "L'azione disumana del governo siriano - ha aggiunto - meritava una reazione adeguata".

Medvedev: 'USA vicini allo scontro con la Russia'

"Con questo gesto, gli Stati Uniti sono davvero arrivati ad un passo dallo scontro con la Russia". Il timore che si possa verificare ciò di cui tutta la comunità internazionale ha realmente paura, è stato espresso a chiare lettere dal primo ministro russo, Dmitri Medvedev, che ha scritto il suo pensiero sulla sua pagina Facebook. "Donald Trump è completamente asservito all'establishment di Washington e questo attacco è la dimostrazione. Peccato che, nel suo discorso di insediamento, avesse espresso forti critiche in merito".

Stati Uniti: 'Forse Russia coinvolta nell'attacco chimico'

Secondo la tesi americana, la Russia potrebbe aver rivestito un ruolo importante nel presunto attacco chimico in Siria. Al momento non ci sono prove di questa ipotesi come del resto non esistono prove delle effettive responsabilità del governo di Bashar al-Assad. Dal Consiglio di sicurezza dell'ONU, riunito in seduta straordinaria, il vice ambasciatore russo Vladimir Safronkov accusa gli Stati Uniti, autori di "un attacco illegittimo che rafforza il terrorismo".

Siria, salvi gli aerei militari

La maggior parte degli aerei siriani di stanza alla base di al-Shayrat sono in salvo. Erano stati trasferiti prima dell'attacco missilistico americano. La notizia è stata resa nota dalla tv panaraba al-Mayadin che ha citato 'fonti ben informate' in Siria.

Iran: 'Americani dalla parte dei terroristi'

"L'attacco in Siria è solo una copertura, serve a salvaguardare i terroristi. Le potenze mondiali hanno creato i terroristi ed ora accusano il governo siriano di usare armi chimiche". Questo è il parere dell'ayatollah Mohammad Emami Kashani che ha sostituito la guida suprema dell'Iran, Sayyed Alì Khamenei, nella preghiera del venerdì che è stata celebrata a Teheran.

Hillary Clinton: 'Attacco in Siria? Io avrei fatto lo stesso'

Se Hillary Clinton fosse stata presidente degli Stati Uniti al posto di Donald Trump, avrebbe agito allo stesso modo ordinando un attacco alla Siria. "Trump ha fattto quello che andava fatto - ha detto l'ex candidata alla Casa Bianca - quando io ero segretario di Stato sostenevo un'azione più aggressiva sulla Siria. Nei primi quattro anni di presidenza di Barack Obama avevo elaborato un piano militare per Damasco. Dovremmo far fuori le sue basi aeree ed impedirgli di bombardare persone innocenti".

Assad: 'USA trascinati da una campagna di menzogne'

"L'attacco subito non cambierà la politica del nostro governo, ma ha solo rafforzato la determinazione della Repubblica araba siriana nella lotta al terrorismo". Lo afferma il presidente siriano Bashar al-Assad che sottolinea come, a suo avviso, "gli Stati Uniti siano stati ingenuamente trascinati da una campagna di propaganda falsa e menzognera". Ancora più duro Buthayna Shaaban, consigliere politico della presidenza siriana. "Il coordinamento tra la Siria ed i suoi alleati (Russia ed Iran, ndr) è costante. Risponderemo in maniera adeguata a questa aggressione".

Regno Unito, laburisti disapprovano attacco USA

Il Partito Laburista britannico non condivide il pieno sostegno del premier Theresa May all'azione militare statunitense in Siria. "Azione da condannare - afferma il leader laburista Jeremy Corbyn - che oltretutto crea il pericolo di possibili escalation militari in Medio Oriente, con uno scontro tra le due superpotenze".

Il Canada sostiene gli Stati Uniti

"L'uso di armi chimiche da parte del regime siriano non può essere ignorato, l'attacco ad Idlib è stato un crimine di guerra". Lo ha sottolineato il primo ministro canadese, Justin Trudeau. "Il Canada - ha aggiunto - sostiene l'attacco americano, limitato e mirato ad una base siriana, ed è pronto a fornire il proprio supporto".

Tillerson: 'Armi chimiche in Siria, Mosca complice o incapace'

"La Russia è venuta meno agli impegni del 2013 circa la distruzione dell'arsenale chimico siriano". Lo ha detto il segretario di Stato americano, Rex Tillerson secondo cui Mosca doveva essere "garante dell'assoluta assenza di armi di questo tipo a disposizione del governo siriano. Mosca è stata complice o incapace di garantire l'attuazione dell'accordo fino alla fine". L'ultimo lotto di armi chimiche, secondo le fonti statunitensi, sarebbe stato portato fuori dal territorio siriano nel giugno del 2014.

Mosca: 'Attacco chimico? Gli Stati Uniti portino le prove'

"Le motivazioni di questo attacco solo pretestuose - ha detto il portavoce del ministero degli esteri russo, Igor Konashenkov, nel corso di una conferenza stampa - perché tutte le argomentazioni americane sulle violazioni di Damasco, in merito alla convenzione sulle armi chimiche del 2013, sono infondate. L'esercito siriano non usa armi chimiche, non dispone di armi chimiche. Tra il 2013 ed il 2016, il governo siriano ha rispettato le misure per la distruzione del proprio arsenale chimico e sono stati portati via tutti i componenti e le apparecchiature per la produzione di tali armi, lo smaltimento è stato effettuato da imprese americane, tedesche, finlandesi e britanniche. Aspettiamo dagli Stati Uniti le prove che dimostrino la responsabilità dell'esercito siriano nell'attacco di Khan Sheikhun".

Cosa comporta la sospensione della zona di sicurezza aerea

La prima reazione della Russia dopo l'attacco statunitense in Siria è stata la sospensione degli accordi per la zona di sicurezza aerea. "In molti si sono chiesti perché non abbiamo attivato le difese anti-missile per neutralizzare l'attacco - ha spiegato Yury Shvytkin, vice presidente della Commissione difesa della Duma - ma la Russia ha semplicemente rispettato gli accordi di cooperazione con gli Stati Uniti, per scongiurare incidenti e garantire la sicurezza dei voli militari. Con la sospensione di questo memorandum, potremo reagire alle varie minacce. Ritengo che l'attacco americano sia stato soltanto un'azione dimostrativa con cui cercano di capovolgere la situazione, perché vogliono essere presi in considerazione sulla questione siriana".

Isis, offensiva respinta dall'esercito siriano

L'attacco statunitense alla base di al-Shayrat sarebbe coinciso con un'offensiva dello Stato Islamico contro l'esercito siriano. Lo rende noto l'agenzia Ria Novosti che ha appreso la notizia da una fonte siriana. Le milizie dell'Isis avrebbero iniziato il loro assalto lungo la strada che collega Homs ad al-Shayrat, occupando la zona prima di essere respinti dall'esercito regolare siriano.

Mosca: 'Rafforzeremo le difese aeree siriane'

L'efficacia bellica del massiccio attacco missilistico americano sulla base di al-Shayrat sarebbe stato molto basso. Lo dice Igor Konashenkov, portavoce del ministero della difesa russo. Secondo le fonti del Cremlino, infatti, soltanto 23 missili avrebbero raggiunto l'obiettivo mentre è sconosciuto il luogo in cui sono caduti gli altri 36 missili. Il ministero della difesa di Mosca ha comunque annunciato "piani per il rafforzamento delle difese aeree siriane, dopo il raid usa". Intanto, secondo l'agenzia SANA, il bilancio dell'attacco è di 15 morti tra cui 9 civili.

Assad: 'USA irresponsabili e sciocchi'

Arrivano le prime dichiarazioni dalla presidenza siriana, Bashar al-Assad si è limitato, per il momento, a definire "irresponsabile e sciocco" l'attacco subito alla base aerea di al-Shayrat. "Siamo sconcertati dalla rapidità con cui Washington ha deciso un attacco in territorio siriano, senza che prima siano state svolte indagini per appurare la verità sulla strage commessa nella provincia di Idlib". Il commento è dell'autorità cristiana siriana, nella persona del vescovo Georges Abou Khazen, vicario di Aleppo.

Juncker: 'Un attacco mirato, si doveva rispondere'

"Esiste una differenza tra attacchi con armi chimiche ed attacchi mirati su obiettivi militari. Quanto accaduto necessitava di una risposta, soprattutto per prevenire ulteriori stragi". Lo hadetto Mina Andreeva, portavoce del presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker.

Mosca: 'Eravamo stati avvisati dell'attacco'

Il Cremlino ha comunque confermato di essere stato informato dell'attacco lanciato su obiettivi militari siriani da parte di Washington. A renderlo noto è il portavoce di Putin, Dmitri Peskov.

Italia, M5S: 'Violato il diritto internazionale'

Chi si schiera apertamente contro l'azione decisa da Washington è il Movimento 5 Stelle. I gruppi di Camera, Senato ed Europarlamento sono coesi verso un'unica posizione. "Gli attacchi USA contro la Siria costituiscono una chiara violazione del diritto internazionale e dimostrano, per l'ennesima volta, il valore che le potenze del mondo attribuiscono all'ONU: un valore nullo. L'Italia resti fuori da questo risiko".

Italia, Gentiloni: 'Giusta risposta contro un crimine di guerra'

Anche il presidente del consiglio, Paolo Gentiloni, è intervenuto in merito all'attacco lanciato in Siria dagli Stati Uniti. "L'azione è motivata da un crimine di guerra, chi fa uso di armi chimiche non ha attenuanti". Per il premier italiano, "l'azione militare è una chance per accelerare i negoziati sulla Siria". Lo stesso parere viene ovviamente condiviso dal ministro degli esteri, Angelino Alfano. "L'Italia comprende le ragioni di questa azione militare, come risposta ad un inaccettabile senso di impunità. Il governo seguirà con la massima attenzione gli sviluppi nel Mediterraneo".

Duma: 'Gli Stati Uniti fanno un favore all'Isis'

"Gli attacchi statunitensi contro la Siria hanno cancellato tutti i passi in avanti che erano stati fatti per l'eliminazione dello Stato Islamico". Lo afferma Viaceslav Volodin, presidente della Duma di Stato (il parlamento russo, ndr), secondo cui "ora l'Isis applaude gli Stati Uniti che agendo in questo modo hanno garantito loro la tregua e la possibiltà di riorganizzarsi".

Lavrov: 'L'attacco in Siria come l'invasione dell'Iraq'

"Un atto di aggressione con un pretesto assolutamente inventato". Il commento di Sergej Lavrov, ministro degli esteri della Russia, sintetizza la posizione del Cremlino riguardo all'azione militare decisa da Washington che per Lavrov "è paragonabile a quella del 2003, quando gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, con altri loro alleati, hanno invaso l'Iraq".

Mosca: 'Stop alla sicurezza dello spazio aereo in Siria'

La prima risposta di Mosca riguarda lo spazio aereo sulla Siria, dove è in atto un accordo con la coalizione a guida statunitense per la prevenzione degli incidenti e la garanzia della sicurezza dei voli durante le operazioni militari. Il ministero degli esteri del Cremlino ha fatto sapere di aver sospeso il suddetto memorandum.

Merkel-Hollande, nota congiunta

La cancelleria tedesca Angela Merkel ed il presidente francese Francois Hollande hanno scritto e diffuso una nota congiunta. "Assad è l'unico responsabile di quanto sta accadendo. La Germania e Francia proguiranno gli sforzi con i loro partner, all'interno dell'ONU, per punire in modo appropriato l'uso di armi di distruzione di massa vietate dai trattati".

Lo stupore di Salvini e Marine Le Pen: 'Un regalo all'Isis'

Le destre europee che supportano da sempre un possibile riavvicinamento tra Stati Uniti e Russia, grazie al feeling tra Donald Trump e Vladimir Putin (ora morto praticamente sul nascere), hanno accolto male la notizia del raid statunitense in Siria. "Era troppo chiedere i risultati di un'indagine internazionale - ha detto la leader del Front National e candidata alla presidenza, Marine Le Pen - e meno male che Trump aveva annunciato di non voler più fare del suo Paese il gendarme del mondo". Per Matteo Salvini, l'attacco alla Siria è un "regalo all'Isis. Forse i guerrafondai che stanno ancora cercando le armi chimiche di Saddam Hussein - ha aggiunto il segretario della Lega Nord - hanno mal consigliato Trump. La sua scelta è pessima, così riapre una guerra al terrorismo che era stata praticamente vinta. Washington vuole ripetere i disastri di Iraq e Libia con tutte le devastanti conseguenze per l'Europa".

UE: 'Siamo in contatto con Stati Uniti ed ONU'

Anche l'Unione Europea era stata avvisata di una possibile svolta militare decisa da Washington. L'alto rappresentante UE per la politica estera, Federica Mogherini, ha seguito l'evento durante la notte. "Siamo in contatto con gli Stati Uniti e l'ONU e stiamo coordinando gli Stati membri", fanno sapere dall'UE.

Regno Unito: 'Una risposta adeguata'

Il Regno Unito sarebbe stato avvisato preventivamente dell'azione militare statunitense nei confronti della Siria. Lo riportano i media britannici che riferiscono anche i commenti del primo ministro. Per Theresa May, si tratta di una "risposta adeguata al barbaro attacco chimico".

Israele: 'Un monito per tutti i regimi'

"Il presidente Trump ha mandato un messaggio forte a tutti i regimi ed Israele lo supporta pienamente. Ci auguriamo che questo messaggio di determinazione risuoni non solo a Damasco ma anche a Teheran e Pyongyang". Sono le parole del premier israeliano, Benjamin Netanyahu.

La Turchia è per la deposizione di Assad

Per il primo ministro turco, Numan Kurtulmus, l'attacco degli Stati Uniti in Siria è "molto positivo, perché è indispensabile che Assad sia punito dala comunità internazionale. Ma l'azione deve essere completata, fermando questo barbaro regime". #Dirette