In occasione dell'assemblea annuale dell'associazione "Civita", attiva nel settore dei beni culturali, svoltasi a Roma presso Palazzo Barberini, è intervenuto fra gli altri Vincenzo Boccia il Presidente nazionale di Confindustria. Oltre a questioni generali riguardanti l'economia del paese, si è soffermato anche sulla decisione da parte di Confindustria di appoggiare il fronte del al Referendum costituzionale dell'autunno. Blasting News era presente, vediamo quello che ha dichiarato nello specifico.

"Ci tengo a precisare che il Consiglio Generale di Confindustria ha deciso all'unanimità di votare Sì al referendum. Ed è una cosa non scontata dal momento che al nostro interno abbiamo imprenditori di destra come di sinistra, insomma ognuno ha le sue idee politiche di fondo. Aggiungo che poche settimane prima io ero stato eletto con il 54% dei voti, mentre su quell'argomento abbiamo avuto il 100% dei consensi. Perché Confindustria appoggia il Sì? Innanzitutto per la stabilità politica e istituzionale che ne deriverebbe e per le conseguenze economiche che ciò produrrebbe. Occorre che si torni a fare una "politica dell'offerta" per far tornare competitivo il paese e far riattivare il circolo virtuoso dell'economia, con maggior vendita di beni e quindi più occupazione. Serve quindi più stabilità politica, perché se al contrario avessimo ogni sei mesi un cambio di #Governo o un elezione alle porte, vi sarebbero di fatto solo "politiche della domanda" per aumentare i propri consensi nel breve termine, senza guardare alle conseguenze sul lungo periodo."

Poi ha proseguito: "Il secondo motivo per il quale voteremo Sì è la revisione del Titolo V: noi abbiamo avuto negli ultimi anni una destrutturazione del Made in Italy, il quale ha subito il fatto che ogni regione italiana va nel mondo solo a promuovere sé stessa, senza che magari all'estero neppure sappiano di preciso dove quella regione si trova. Invece serve che l'eccellenza del Made in Italy torni ad affermarsi nel mondo".

Infine Boccia ha detto: "Noi come corpo intermedio di rappresentanza crediamo che occorra avere una visione di strategia e non di mera tattica. Avremmo un atteggiamento tattico se ci limitassimo a stare a guardare, invece vogliamo fare strategia e stare sul merito. Pertanto abbiamo scelto all'unanimità di votare Sì con una nostra idea di politica economica. Altro discorso è il fatto che poi ad esempio sulla legge di Stabilità avremo un confronto col Governo, sperando che faccia politiche dell'offerta. Ricordo che Confindustria è equidistante dai partiti ma non dalla politica e vuol essere chiara su questo".

Più in generale sulle questioni economiche, nel corso della plenaria il presidente degli industriali Vincenzo Boccia ha espresso il proprio favore sulla possibilità che gli stipendi possano essere agganciati alla produttività, magari con i dovuti incentivi fiscali che favoriscano sia imprese che lavoratori.

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Così come si è detto favorevole al fatto che i privati intervengano la gestione del patrimonio artistico e culturale. #Crisi economica #Cultura Roma