Arriva in Senato questo mercoledì 19 aprile il Decreto Legge sul #Lavoro (approvato dal Governo il 17 marzo scorso), con l'obiettivo di evitare il referendum della Cgil sui #voucher e sugli appalti, che sarebbe fissato per domenica 28 maggio. Il testo è già stato approvato dalla Camera lo scorso 6 aprile, ma è atteso adesso dallo scoglio di Palazzo Madama, dove i numeri della maggioranza sono molto più risicati e le visioni di fondo su voucher e appalti, anche in seno alla stessa maggioranza, appaiono piuttosto diverse.

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Insomma, l'approvazione non sarebbe propriamente una formalità e potrebbe richiedere diversi giorni o settimane per andare in porto: ricordiamo che il Parlamento ha 60 giorni per convertire in Legge un DL, quindi la scadenza nel caso specifico è fissata per il 16 maggio. Una data evidentemente molto a ridosso di quella del voto, fissata appena 12 giorni dopo.

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Va ricordato poi che, una volta approvata la legge, vi dovrà essere il pronunciamento della Corte di Cassazione la quale, alla luce della nuova normativa, dovrà chiarire se la consultazione popolare è superata o meno. La Corte infatti, a fine marzo, ha dichiarato di attendere la versione ufficiale della nuova normativa prima di "cassare" del tutto il referendum del 28 maggio.

Referendum Lavoro 28 maggio: indetti ufficialmente i comizi elettorali, in attesa della conversione in legge del DL

Ma intanto la "macchina del voto" per il 28 maggio si è ufficialmente messa in moto: i vari uffici elettorali degli oltre 8000 Comuni italiani hanno infatti iniziato a espletare le varie procedure burocratiche per la celebrazione del referendum.

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Da diversi giorni sono infatti stati ufficialmente indetti i "comizi elettorali", situazione riscontrabile da parte di qualsiasi cittadino attraverso i numerosi manifesti affissi in giro per le città e dentro i vari palazzi comunali. Gli uffici in particolare hanno già impiegato diverse giornate di lavoro per espletare le varie procedure, proprio come se la consultazione dovesse avvenire. Addirittura è già possibile per i cittadini che siano già iscritti all'Albo comunale degli scrutatori, confermare la propria disponibilità specifica per il voto del 28 maggio: in pratica la macchina elettorale è davvero partita. Il tutto in attesa di una conversione in legge che potrebbe tirare definitivamente il freno a mano: vanificando così il lavoro di questi giorni di centinaia di dipendenti pubblici nei vari uffici comunali. Evenienza che sarebbe stato possibile evitare qualora sul piano politico ci fosse stata una più decisa volontà politica di convertire anzitempo in Legge il DL del 17 marzo..

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Insomma i tempi sono piuttosto stretti, specialmente se per qualsiasi motivo la conversione in legge dovesse saltare e venisse quindi confermato il Referendum del 28 maggio, vi sarebbe una vera e propria corsa contro il tempo da parte della CGIL. Si tratta di un'eventualità piuttosto estrema e probabilmente assai remota, ma che formalmente non è possibile escludere del tutto. Se qualcosa andasse storto e per qualsiasi motivo saltasse la conversione in legge del DL, sarebbe indubbiamente una situazione che avrebbe il sapore di beffa per i promotori, i quali da un mese a questa parte hanno anche legittimamente "staccato la spina" sul piano della comunicazione pubblica verso i cittadini sul voto, dopo il varo del Decreto da parte del Governo.

Insomma, in attesa di avere maggiori certezze sul piano parlamentare, quello che c'è di sicuro è che viene confermata la solita tendenza tutta italiana di ritrovarsi sempre all'ultimo momento a fare qualsiasi cosa, pure a convertire in Legge i Decreti governativi. #sindacati