Toscana, Umbria, Puglia e Marche al Pd. In Campania testa a testa, confusione in Liguria: sembra essere questo ad oggi lo scenario riferito alle elezioni regionali 2015 che emerge dagli ultimi sondaggi politici effettuati dall'Istituto Demopolis e da altre società statistiche. Sono sette le regioni chiamate ad esprimersi per il rinnovo di governatori e Consigli Regionali, anche se lo stesso Istituto Demopolis ha evidenziato come il livello di fiducia dei cittadini nei riguardi dell'Istituzione Regione stia scendendo ai minimi termini. Il 37% degli intervistati ha dichiarato che andrà a votare mentre quasi il 19% vorrebbe ma non è sicuro di portare a termine l'intento. Tradotto: 20 persone su cento quasi di certo non si recheranno alle urne. Il dato relativo allo scollamento tra cittadini e istituzioni sembra essere evidentemente denso di significato, ma scendendo più nei dettagli, i sondaggi relativi alle elezioni regionali 2015 sembrano sconfessare gli ultimi dati emersi a livello nazionale che danno il PD in netta difficoltà rispetto ai partiti di opposizione. Come osservato nel nostro incipit, Toscana, Umbria, Puglia e Marche dovrebbero infatti finire nelle mani del partito di Renzi. Discorso diverso in Veneto dove Zaia, candidato della Lega Nord di Salvini, sembra destinato alla poltrona da governatore. Situazione di difficile lettura invece in Campania dove il candidato di centro destra Caldoro appare in lieve vantaggio sullo sfidante del PD De Luca.

Intenzioni di voto e ultimi sondaggi politici Elezioni Regionali 2015: quattro regioni su 7 andranno al PD, per il resto è bagarre quasi ovunque

Esaminiamo gli ultimi sondaggi politici elettorali relativi alle elezioni regionali 2015 partendo dalla Campania, dove il testa a testa tra Caldoro e De Luca sembra serratissimo. Tecnè dà il candidato di centro destra avanti nel computo totale al 39% contro il 36% di De Luca, la sfida insomma è aperta e potrebbe chiudersi in qualunque modo. Posizioni leggermente più cristallizzate in Veneto, dove il candidato della Lega Nord Luca Zaia appare in vantaggio sul rivale. Alcuni istituti gli danno solo un 2% di margine, altri si spingono sino al 5, ma la grande presa da sempre esercitata dal Carroccio sul territorio alla fine dovrebbe comunque far pendere l'ago della bilancia dalla parte del movimento dell'ex leader Bossi. Nelle altre regioni è dominio PD: Enrico Rossi in Toscana viene dato in vantaggio di oltre 20 punti sul rivale, Michele Emiliano ha più di 10 punti di margine in Puglia, Katiuscia Marini si appresta a rigovernare l'Umbria mentre nella Marche Ceriscioli, candidato del partito renziano, appare in vantaggio sia sulle forze destriste che sul M5S. Come accennato in apertura appare doveroso sottolineare come le proiezioni relative alle regionali siano in controtendenza con le stime diffuse nelle ultime settimane a livello nazionale. Il PD perde consensi ormai da mesi, ma nonostante il modo di trattare i grandi temi di rilevanza nazionale non convinca a pieno l'elettorato lo stesso discorso non vale per le realtà locali, dove la guida del movimento capeggiato dal premier in carica viene ritenuta la più solida quasi ovunque. Tutto potrebbe però cambiare in caso di una caduta del governo sull'Italicum: l'Esecutivo ha posto la fiducia sul testo depositato alla Camera dei deputati, bisognerà attendere sino a giovedì per conoscere l'esito del voto. Viene invece ad essere confermata la crisi del centro destra, in svantaggio quasi ovunque. Una crisi al tempo stesso di identità e di valori che sembra a questo punto epocale.

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