L'annuncio della sua squadra di governo Vincenzo De Luca lo fa in una giornata segnata mediaticamente dall'onda lunga del referendum greco e dalla minacce ricevute dal presidente della Regione Liguria, Toti. La grancassa dei tg nazionali lascia poco spazio a una giunta regionale presentata tre giorni prima dell'insediamento del Consiglio e dopo un percorso tribolato fatto di sospensioni, sospensione della sospensione, ricorsi e contro ricorsi, litigi e strappi, per una vicenda, quella campana, che alcuni vedono come la Waterloo del premier Renzi. 
“Vuole fare non il governatore ma il super governatore”, dice Clemente Mastella; per Gianpiero Zinzi, neo eletto in Forza Italia, De Luca vuole essere “one man show”; mentre per Roberto Fico la giunta già presenta elementi di illegittimità a causa della incombatibilità di Bonavitacola

Una Giunta snella

Ma procediamo con ordine. 

La composizione della sua squadra De Luca la anticipa con un tweet, come è ormai di moda: “Prevedo una giunta snella con 8 assessori, con la nomina di 4 consiglieri del Presidente e la nomina del Capo di Gabinetto”, e poi, ancora: “Tra gli assessori della nuova Regione Campania, 6 su 8 sono donne”. E De Luca, infatti, non smentisce la sua previsione, con una battuta dirà che è riuscito ad assicurare le quote azzurre e un attimo dopo spiega il perché di una giunta di tecnici: “Parliamoci chiaro – dice - , avere tutta gente che si è formata o ha vissuto o vive nell'ambito della dimensione politica rischia a volte di essere una separazione rispetto alla società”.

Vengono dalle università le sue donne e i suoi uomini,  non “Ordinaria amministrazione” ma “Gente entusiasta – come li definisce in un altro tweet - per contribuire a far diventare la Campania la prima regione d'Italia”. A De Luca piacciono i primati e così ci tiene a evidenziare di essere stato più veloce sia di Caldoro che di Bassolino: “Oggi, a 36 giorni di distanza, abbiamo nominato i Consiglieri, gli Assessori ed il Capo Gabinetto. Giovedì 9 luglio a 39 giorni dalle elezioni, nomineremo la Giunta". Non come, dirà poi, i 52 giorni impiegati da chi lo ha preceduto e nemmeno i 48 giorni dell'altro presidente di centrosinistra, quell'Antonio Bassolino con il quale tante volte si è scontrato quando era sindaco di Salerno. 

Il plauso del Pd e la troppa autonomia

I "bene e i bravo" si sono sprecati. Il segretario regionale del #Pd, Assunta Tartaglione, ha assicurato:“Il Partito democratico sarà al fianco del presidente nel pieno rispetto della sua autonomia con proposte concrete che abbiamo predisposto per rilanciare la Campania dopo anni di grave immobilismo. La presenza di tante donne rappresenta certamente un cambio di passo rispetto al recente passato. Ora bisogna però mettersi al più presto al lavoro". Stesso tono conciliante nel messaggio di Mario Casillo, capogruppo del Pd nel nuovo Consiglio Regionale: “Si tratta di una giunta di alto profilo professionale con una qualificata rappresentanza femminile. Sembra avere i numeri affinché almeno nei primi mesi possa imprimere la svolta di cui necessita la Regione Campania.

Da parte nostra il gruppo Pd sarà responsabile e sarà un interlocutore istituzionale leale e darà il proprio contributo per quelle che sono le materie da esaminare in ambito consiliare. Un augurio – rivolge infine - al presidente che ancora una volta ha dimostrato di decidere in piena autonomia”. Viene rimarcata l'espressione “autonomia”. C'è chi dice che dal punto di vista politico e della stabilità gli costerà cara tutta questa autonomia.  

Le incognite: Udc e legge Severino

Intanto perché aveva stretto patti pre-elettorali che non ha mantenuto, almeno in questa fase. Con il Pd, con lo stesso Renzi, con il quale però si sarebbe già consumata la rottura alla vigilia del decreto di sospensione. E poi con De Mita, al quale sembrava aver promesso un posto in giunta. Ma quel Raimondo Pasquino che doveva rappresentare l'anello di congiunzione tra Nusco, Salerno e Napoli e che pure veniva dato per certo come suo vice fino a qualche giorno fa, non è comparso nella lista, al numero due né come assessore.

Certo, non mancano indiscrezioni secondo le quali De Luca avrebbe garantito per l'autunno prossimo due nuovi ingressi nella sua squadra, studiati per accontentare le rivendicazioni politiche dei suoi alleati. Indiscrezioni che troverebbero qualche riscontro leggendo la ripartizione delle deleghe. Alcune tra le più importanti De Luca le ha tenute per sé, come agricoltura, turismo, trasporti. Risulta difficile pensare che possa tenerle per molti mesi. Senza dimenticare che sul calendario del neo governatore sono cerchiate in rosso due date: 17 luglio, quando il Tribunale che ha temporaneamente congelato la sospensione dovrà poi decidere nel merito della vicenda con l’udienza collegiale per la conferma, la modifica o la revoca della sospensiva; 20 ottobre, quando la Corte Costituzionale si esprimerà sulla Severino#M5S #Politica Napoli