Pochi giorni fa è stato pubblicato il libro "Secondo Matteo: Follia e coraggio per cambiare il paese", scritto dal deputato e segretario federale della Lega Nord #Matteo Salvini ed edito dalla casa editrice "Rizzoli". Subito dopo la sua pubblicazione, il libro ha suscitato e sta suscitando forti polemiche nell'ambito della politica italiana, specialmente negli ambienti extraparlamentari.

Proprio ieri 5 maggio, durante una manifestazione contro la presenza del leader leghista a Bologna che ha visto la protesta dei militanti dei centri sociali, alcuni esponenti dei collettivi hanno strappato alcune copie del libro di Salvini in una libreria Feltrinelli del capoluogo emiliano.

Pubblicità
Pubblicità

Saviano sul libro di Salvini:'Inutile distruggerlo, meglio metterlo vicino al Mein Kampf'

Il noto scrittore e saggista napoletano Roberto Saviano ha condannato l'azione dei collettivi sostenendo che "Per fermare un libro è inutile distruggerlo, un libro si ferma ignorandolo, non leggendolo o si ferma meglio leggendolo o smontandolo", e ancora "Oppure mettendolo in libreria dove qualcuno effettivamente l'ha messo".

Nella foto di Twitter che ha postato su Facebook e che originariamente è stata pubblicata dallo scrittore Giuliano Santoro, si vede il libro di Salvini posto insieme al "Mein Kampf", il famigerato libro/manifesto di Adolf Hitler pubblicato nel 1925.

Le proteste degli antagonisti contro Salvini a Bologna

Come già ricordato, l'azione dei collettivi rientra nelle proteste che hanno accompagnato la visita di Matteo Salvini a Bologna. Il presidio dei centri sociali e degli altri gruppi di antagonisti è stato accompagnato dagli slogan "Fuori i razzisti dalla zona universitaria" e "Respingiamolo", e sono stati accompagnati da scontri con le forze dell'ordine, scontri che sono stati contraddistinti da lancio di uova,sassi e ortaggi da parte dei militanti antagonisti e manganellate da parte della polizia. Durante la sua permanenza nella città emiliana, Salvini ha incontrato il rettore dell'ateneo bolognese Francesco Ubertini.

Pubblicità

#Cronaca Bologna #Politica Bologna