Continua la corsa ad ostacoli delle elezioni presidenziali #USA 2016. #hillary clinton e #Donald Trump si sono confrontati ieri in un dibattito carico di tensioni e colpi bassi. Il secondo incontro televisivo dei due candidati è stato segnato da interruzioni e offese personali. La campagna elettorale americana si basa, per adesso, sui personaggi: tra errori del passato e colpe. Poco invece sui programmi politici.

Colpi bassi e insulti

I media hanno sollevato la “mancanza di proposte” e la pioggia di insulti. I discorsi di pancia, più che di cervello, hanno segnato la direzione della discussione. Chi ha vinto questo dibattito? Come per le elezioni presidenziali Usa 2016, l’apparente pareggio ci terrà fino all’ultimo con il fiato sospeso.

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Il male minore

“Il cinismo, i colpi bassi e la propria mobilizzazione sono state le note dominanti del dibattito tra il magnate Donald Trump e l’ex segretaria di Stato, Hillary Clinton. Gli indecisi sono stati i grandi dimenticati. Gli strateghi dei democratici e dei repubblicani capiscono che i loro candidati hanno chiaro un ‘tetto elettorale’. Devono rappresentare ‘il mal minore’ per potere vincere. I due provocano un ampio rifiuto nell’elettore medio”, ha detto il consulente politico Ivan Redondo.

Il dibattito più violento della storia

Il confronto di ieri delle elezioni Usa 2016 rimarrà nel ricordo come il più violento della storia degli Stati Uniti, secondo Redondo: “Nel terzo è ultimo devono rallentare entrambi. Le energie mancano. E c’è troppo fango ovunque”.

Nel confronto faccia a faccia all’Università Washington di San Louise, i due non si sono dati la mano all’inizio.

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Trump però ha resistito, nonostante lo scandalo del video-audio sulle donne. La Clinton non è riuscita a vincere televisivamente parlando. Il repubblicano ha lanciato dure accuse contro il marito della candidata, Bill Clinton.

Le accuse per misoginia

Il magnate ha detto che le cose dette erano “conversazioni da spogliatoio” e sono state pronunciate nel 2005. Ha chiesto scusa e ha rilanciato dicendo che “Bill Clinton è stato abusivo con le donne”. Ha ricordato le accuse per molestie sessuali negli anni ‘70 e ’90. Quattro delle donne erano tra il pubblico. La Clinton ha detto che “è questo Donald Trump, non ha le capacità per essere presidente”.

L’inchiesta per le mail

“Dovresti andare in galera”, ha detto Trump alla Clinton sull’uso di un server privato e la cancellazione di 33mila email quando era segretaria di Stato: “Se vinco, darò istruzioni al Segretario di giustizia per aprire un’inchiesta. Non c’è mai stata tanta bugia e mistero”.

Trump, il candidato speciale

“A cosa si è dedicato Trump durante il dibattito? A trasmettere ai suoi simpatizzanti (con più successo che nel primo dibattito, nel quale Hillary Clinton vinse per punti) che è ancora in corsa, che si sente forte e che in questo momento dove ha contro tutto, si sente straordinariamente comodo, perché si sente un ‘candidato speciale’ che resuscita e al quale si perdona tutto perché non è un politico professionale, di fronte alla washingtoniana Hillary”, ha spiegato Redondo.

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