In occasione dell'iniziativa "La decostituzionalizzazione in atto nei paesi d'Europa" promossa a Roma questa domenica 13 novembre da MicroMega e dal gruppo europarlamentare GUE-NGL, Blasting News ha intervistato in esclusiva Curzio Maltese, noto giornalista ed eurodeputato de L'Altra Europa con Tsipras. Ecco che cosa ci ha detto.

'La Riforma costituzionale fa parte di un disegno generale europeo di attacco alle Costituzioni antifasciste'

Quali sono a suo avviso i rischi più grandi in caso di vittoria del Sì al referendum?

"Ci sarà una grande concentrazione di potere nelle mani dell'Esecutivo e viene stravolta una grande Costituzione, ma d'altronde questo è l'obiettivo. Bisogna allargare lo sguardo dall'Italia perché c'è un attacco alle Costituzioni antifasciste in tutto il sud Europa, ci cui qualcuno vuol fare una specie di colonia con meno diritti democratici rispetto al nord Europa. Questa Riforma fa parte di un disegno più generale che si inserisce in questo quadro. Nel mirino di JP Morgan e di altre agenzie di rating intervenute pesantemente nella questione referendaria, come dimostrano anche vari documenti, c'è l'obiettivo di stravolgere le Costituzioni nate dopo il fascismo in Italia, Grecia, Portogallo... Su questo bisogna riflettere perché rischiamo di consegnare la democrazia a piccoli gruppi di potere."

Quali ricadute può avere il recente voto presidenziale americano sul referendum italiano?

"Io ero uno dei pochi che si aspettava la vittoria di Trump da mesi. Non capisco come i miei colleghi giornalisti si stupiscano del fatto che la gente sta male, negli ultimi venti anni abbiamo assistito alla più poderosa distribuzione di ricchezza verso l'altro nella storia del capitalismo e quindi non c'è sorpresa nel fatto che la gente si ribelli all'establishment. La Clinton incarnava Wall Street di fatto. Trump ovviamente non è una soluzione, anzi è peggio. Ma che ci sia una rivolta è normale. Anche in Europa socialisti e conservatori fanno le stesse politiche di austerità e come vedo personalmente al Parlamento europeo essi votano ogni giorno assieme. E' questa mancanza di alternativa e di qualcuno che difenda i più deboli che crea l'alternativa. E' loro la responsabilità. Sono convinto che Sanders avrebbe vinto perché rappresenta l'alternativa, mentre Clinton rappresentava la continuità. Anche Renzi è la continuità, ha rottamato un gruppo dirigente per prendere il loro posto, non ha rottamato le politiche: toglie diritti ai lavoratori, rilancia opere inutili, riforma la #Costituzione italiana come aveva provato a fare la destra. In cosa rappresenta una rottura rispetto al passato? Nel fatto che comanda lui anziché Prodi, D'Alema o Berlusconi, beh non è un grande vantaggio per gli italiani."

Quali possibilità vede per la sinistra in Italia nel prossimo futuro?

"La sinistra in Italia è in mano a ceti di potere, tutta la sinistra: quella più radicale e quella moderata. Bisognerebbe capire un po' meglio il fenomeno del Movimento 5 Stelle, che ha riportato tanti cittadini normali non professionisti a occuparsi di politica, rispetto invece a ceti politici. Su quella strada lì, la sinistra potrebbe andare. E poi la sinistra deve tornare a fare il proprio mestiere: aiutare e difendere i più deboli, non si possono fare politiche applaudite da Confindustria e sperare di avere grandi consensi popolari. Difendere i deboli è il ruolo storico della sinistra e oggi invece lo sta facendo il Papa."

Infine parlando dal palco durante l'assemblea plenaria Curzio Maltese si è lasciato andare a una previsione sull'esito #referendum costituzionale del 4 dicembre, affermando: "Sono piuttosto fiducioso sulla possibile vittoria del No, perché credo che i cittadini voteranno contro l'arroganza e contro i gruppi di potere che governano questo paese". #Matteo Renzi