Blasting News ha intervistato in esclusiva Don Armando Zappolini, parroco di Perignano nel comune di Casciana Terme Lari (Pisa), noto per moltissime attività sociali svolte negli ultimi decenni. Fra esse possiamo ricordare il suo grande impegno su temi come le adozioni a distanza, la creazione di cooperative sociali, le attività anti-mafia e il recupero tossico-dipendenti.

Don Zappolini è presidente nazionale del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza – CNCA, oltre che fondatore e presidente onorario della onlus Bhalobasa. Negli scorsi giorni è anche balzato alle cronache nazionali per aver commentato in diretta su Rai Uno la Messa di Papa Francesco in occasione del "Giubileo dei senza dimora".

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Un parroco che non ha mai avuto timori a prendere posizioni politiche e che gentilmente ha risposto ad alcune nostre domande di attualità.

"Un Sì per dare un cambiamento e facilitare la governabilità"

Don Armando, vuole dirci come voterà a questo #referendum costituzionale e le sue motivazioni?

"Ho deciso di votare Sì al referendum perché penso che in ogni caso sia necessario dare un cambiamento al sistema, che renda più facile la governabilità e che in qualche modo dia la possibilità a chi vince democraticamente le elezioni di avere la possibilità di gestire il proprio programma elettorale. Credo sia importante abolire alcuni pezzi della politica che rendono pesante il tutto. L'unica perplessità che ho è sull'immunità dei senatori, è un prezzo da pagare a una politica che comunque riguardo all'etica è molto deficitaria. Nel merito penso che questa Riforma non affossi la partecipazione più di quello che in questi anni è stato fatto da una "cattiva politica" che ha distaccato la gente dal coinvolgimento. Quindi voto Sì come primo passo verso un cambiamento che spero sia più efficace nel futuro."

"La politica pensa alla pancia e fomenta paure e odio"

Che cosa pensa del clima di divisione che si è prodotto nel Paese in queste ultime settimane a causa proprio del referendum?

"La spaccatura che c'è nel Paese per questo voto riassume un po' lo stile che c'è nella politica negli ultimi anni. E' una politica che va solo sulla pancia e non tiene conto della realtà. Pensiamo all'immigrazione, alla droga, alle carceri: si stanno fomentando paure e odio. Tutto questo è distacco dalla testa, si pensa solo a come inseguire il consenso. E' un problema di partecipazione democratica più che relativo a questa Riforma. Esasperare i toni in questo modo allontana sempre più la gente dalla partecipazione e rende la politica solo cosa di coloro che furbamente fomentano questo approcci ideologici. Spero che ci sia un risveglio di un'attenzione e di una volontà di incontrarsi e confrontarsi senza esasperare i toni."

"Occorrono nuove forme di welfare e solidarietà dal basso"

Ma guardando al futuro di questo paese, si sente ottimista per i prossimi anni? Cosa propone per uscire da questa situazione?

"Non ho sinceramente grande fiducia, anche parlando di temi come la cittadinanza dei bambini stranieri, il contrasto del gioco d'azzardo, le politiche su droghe e carceri, io credo che dobbiamo riprendere una strategia su tempi lunghi. Purtroppo le speranze degli ultimi decenni, anche i grandi movimenti come quelli nati contro il G8 di Genova che facevano una critica su temi generali, si sono frantumate in questa politica fatta di affari e di gente che urla e non ha attenzione ai dati reali. Serve un grande movimento dal basso, anche culturale, che faccia sentire la voglia di trovarsi insieme e creare un futuro percorribile. Questo può rinascere proprio dai territori e dalla capacità di mettersi in rete, di creare forme nuove di welfare e solidarietà. Come anticamente le cooperative di mutuo soccorso fecero nascere quello che è il welfare attuale, forse occorre ripartire da questa dimensione: ricreare qualcosa dal basso contro questo vociare scomposto che allontana la gente dalla politica, esaspera gli animi e mette il futuro del Paese nelle mani dei soliti furbi." #solidarietà #Chiesa