“Il 29 aprile le autorità turche hanno bloccato l'accesso a tutte le versioni linguistiche di Wikipedia, ledendo il diritto di milioni di persone di accedere a informazioni storiche, culturali e scientifiche neutrali e munite di fonti verificabili”. Se avete visitato Wikipedia di recente, non può esservi sfuggito questo messaggio che campeggia in alto sulle sue pagine. L’accusa mossa a Wikipedia e che ha portato poi al blocco della nota enciclopedia online in Turchia è quella di diffondere Fake News sull'esistenza di legami tra Ankara e gruppi jihadisti in Siria.

Turkey Blocks, un gruppo di monitoraggio delle attività online, ha dato pronta notizia del blocco di Wikipedia

Giudice turco: ‘la libertà di espressione può subire restrizioni’

Wikipedia ha presentato una richiesta al giudice turco per ottenere la rimozione del blocco: per Wikimedia Foundation, che detiene i domini di Wikipedia, il blocco lede la libertà di espressione ed è del tutto sproporzionato.

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Nella fattispecie, le pagine “incriminate” sono soltanto due voci in lingua inglese (“Paesi stranieri coinvolti nel conflitto in Siria” e “Stati che hanno fornito sostegno al terrorismo jihadista”) e questo, per Wikimedia Foundation, non può giustificare la chiusura dell’intero sito. Il giudice ha respinto la richiesta ribattendo che la libertà di espressione può subire delle restrizioni “in casi particolari”, aggiungendo che “lo stato di emergenza - che vige in #turchia dopo il tentativo di golpe del 15 luglio 2016 - sospende la CEDU”. E che non è tecnicamente possibile oscurare le sole due pagine incriminate. Il 5 maggio il capo della Information and Communication Technologies Authority (BTK) Ömer Fatih Sayan ha affermato che la Wikimedia Foundation rifiuta di fare le modifiche necessarie per rimuovere il blocco.

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Dall’altro lato, la comunità dei wikipediani continua a chiedere il ripristino del libero accesso all'enciclopedia on-line in Turchia, lanciando un’apposita petizione (sottoscrivibile sul sito internet di Wikipedia).

Censura di Wikipedia e non solo

Lanciata da Jimmy Wales e Larry Sanger il 15 gennaio 2001, Wikipedia è un'enciclopedia online a contenuto libero, collaborativa, multilingue e gratuita. Wikipedia conta attualmente più di 35 milioni di voci in oltre 280 lingue ed è tra i dieci siti web più visitati al mondo.

Il fenomeno della Censura di Wikipedia non è una novità. Una voce dal titolo omonimo presente sulla stessa enciclopedia online spiega che la censura di Wikipedia "è o è stata in atto, in diverse misure, in diversi stati del mondo tra i quali #Cina, Francia, Iran, Russia, Arabia Saudita, Regno Unito, Uzbekistan e Turchia". Secondo la voce dell’enciclopedia, se in alcuni casi le misure di censura nei confronti di Wikipedia sono mirate contro alcuni e specifici contenuti ritenuti offensivi, in altri ci si trova difronte a più ampi e generali piani di censura di internet attuati dai governi nazionali.

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A tal riguardo, uno dei casi più eblematici è il progetto cinese di una "Chinapedia di Stato" che soppianterà totalmente Wikipedia.

Se non manca chi riconduce il blocco di Wikipedia in Turchia nell'ambito di un più ampio e generale piano di censura, c’è di fatto che le autorità turche hanno già adottato in passato provvedimenti di questo tipo contro YouTube, Facebook e Twitter. Molto delicata la situazione dei Media in generale: secondo Reporter senza frontiere, la Turchia è 155esima su 180 paesi considerati per libertà di stampa. #diritti umani