Il problema del consumo del suoloin Italia resta una delle urgenze primarie alle quali la politica agendo conlungimiranza dovrebbe cercare di dare soluzione. I dati ufficiali ci dicono chein Italia il 7,3% del suolo è artificiale e che l'edificazione selvaggia hafatto sparire negli ultimi decenni oltre 5 milioni di ettari di terreno.
Ognigiorno 100 ettari di terreno agricolo vengono cementificati e così negli ultimi40 anni la superficie agricola è passata da 18 a 13 milioni di ettari, con unaperdita pari alla somma dei territori di Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna.
Inun recente incontro-dibattito svoltosi presso gli studi di Radio Radicale, l'uscenteMinistro delle politiche agricole Mario Catania e l'avv. Marco Parini, presidentedi Italia Nostra, si sono confrontati sull'argomento.
Giova ricordare che Cataniaè stato protagonista, durante la sua esperienza alla guida del dicastero dell'agricoltura,della presentazione di un disegno di legge che si prefiggeva l'obiettivo diridurre il consumo di suolo agricolo: con la fissazione di una estensionemassima di superficie agricola edificabile su scala nazionale; con laprevisione di un divieto di modifica della destinazione d'uso per 5 anni dei suoliagricoli beneficati da aiuti statali o comunitari; e infine con interventi disostegno alle opere di riqualificazione degli edifici rurali, per attenuare losviluppo urbano.
Il disegno di legge prevedeva anche l'abrogazione della normadi legge che consente ai Comuni di distogliere parzialmente i contributi pergli oneri di urbanizzazione e destinarli alla copertura delle spese correnti. Intal modo si sarebbe alterato quel meccanismo perverso che porta i Comuni adautorizzare con facilità nuove opere edificatorie al solo scopo di fare cassa.
Mario Catania nel suo intervento haribadito la gravità del problema legato al consumo del suolo definendo lasituazione in atto come "parzialmente compromessa" e ciò anche per l'assenza diuna seria politica a riguardo. "Il processo di cementificazione è venuto amanifestarsi in Italia su ritmi inaccettabili e si connota ormai per il suocarattere di irreversibilità, il che non lascia molta speranza alle generazionifuture.
Le ricadute sul settore agroalimentare e sull'assetto idrogeologico delterritorio sono pesanti – ha aggiunto Catania – ed anche il turismo subisceeffetti negativi a causa della compromissione del patrimonio paesaggistico.
Ciònonostante - ha concluso l'ex ministro – bisogna trovare il coraggio e la determinazioneper uscire da questa situazione drammatica, e bisogna farlo proprio ripartendoda iniziative legislative come quella che ho proposto con il mio disegno dilegge".