Tracceradioattive di Cesio 137 sono state trovate nella lingua e nel diaframma di 27cinghiali abbattuti in Val Sesia tra l'anno scorso e quest'anno. Il Ministerodella salute ha attivato i Carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazioni e del NucleoOperativo Ecologico ed è stata convocata d'urgenza una riunione di espertipresso l'Istituto Zooprofilattico di Torino.
Nessun allarme al momento secondoi ricercatori dell'ENEA: le quantità rilevate sarebbero inferiori ai valorisoglia, che sono molto bassi, e dunque non desterebbero alcuna preoccupazione.
Immediataanche la reazione della Coldiretti, che chiede di estendere immediatamente leanalisi ad altri animali selvatici e di fare al più presto chiarezza sullefonti di contaminazione.
La probabile fonte di radioattività viene indicatadall'ENEA nelle emissioni della centrale di Chernobyl in seguito all'incidentenucleare del 1986, ma non sono da escludere i siti nucleari piemontesi di TrinoVercellese e Saluggia. A Trino si trova ancora il sito della Centrale ElettronucleareEnrico Fermi, chiusa dopo il referendum abrogativo del 1987 e attualmente infase di smantellamento ad opera della Sogin S.p.a., società alla quale laCentrale è stata trasferita nel 1999 e che ha ricevuto mandato per procederealla sistemazione dei materiali radioattivi presenti nel sito.
Si parla di ben214 mila tonnellate complessive di materiale, di cui 2 mila di materialeradioattivo (si parla di 47 barre di contenimento). Le attività dismantellamento sono in realtà iniziate da alcuni anni ed hanno interessato lademolizione delle torri di raffreddamento e di altre parti della strutturasulle rive del Po. In particolare, è stata eseguita la bonifica dell'amianto. Aquanto ci è dato sapere, a ottobre 2012 la Sogin ha definito un piano dismantellamento che dovrebbe svolgersi in 4 fasi e le cui spese di bonifica verranno caricate in bolletta e graverannosulle spalle dei consumatori.
A Saluggia troviamo invece l'impianto nucleareEurex, anche questo chiuso nel 1987 e passato in gestione a Sogin S.p.a.
nel2003 ai fini della attuazione del piano di bonifica. Sulla situazione dell'impiantodi Saluggia già a settembre dello scorso anno sono emerse situazioni di rischionon indifferente (fonte: Il Fatto quotidiano): in particolare si parlava di vaschea cielo aperto che raccolgono acque contaminate, con elevato rischio di infiltrazionenelle falde acquifere al manifestarsi delle prime piogge autunnali.
Una partedi queste acque verrebbe inoltre scaricata nella Dora Baltea, a condizione peròche il livello di radioattività non superi determinati livelli stabiliti dallaISPRA, ossia l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.