Le ultime analisi sul settore delle tecnologie per laproduzione di energia green mostrano investimentiin diminuzione a livello mondiale. Si parla di poco più di 40 miliardi didollari nel primo trimestre, -22%rispetto allo stesso periodo del 2012, e la contrazione è ancora piùevidente si guarda all'ultimo trimestre dell'anno scorso (-38%). Insomma: ilrisultato peggiore degli ultimi quattro anni.

Secondo una recente nota dell'agenzia Bloomberg New EnergyFinance, però, le previsioni restano favorevoli per il lungo termine, che stimainvestimenti annuali di 630 miliardi dieuro nel 2030, il triplo rispetto all'anno da poco concluso.

La spiegazione di un 2013 così nero, spiega MichaelLiebreich, amministratore delegato di Bloomberg, è dovuto al fatto che il primotrimestre è solitamente quello "più debole", poiché "banche e investitorirecuperano fiato dopo la corsa di fine anno per chiudere i progetti avviati". Adesempio, il mercato statunitense sta registrando un 2013 "fiasco" per leinstallazioni eoliche e, nel complesso, gli investimenti Usa nelle fontialternative sono già crollati del 54% nei tre mesi iniziali del 2013 (4,5miliardi) se paragonati con il medesimo periodo dell'anno passato.

In generale,si è visto che a livello internazionalei maxi progetti "utility scale", soprattutto eolici e solari, hanno perso il 34%, scendendo sotto 20miliardi di dollari investiti.

Calo più contenuto (-8%) per gli impianti fino a1 MW di potenza, comprensivi dei sistemi fotovoltaici residenziali, favoriti daprezzi in costante diminuzione dei pannelli.

Nonostante questo primo trimestre comunque, c'è da bensperare: l'agenzia statunitense ha innalzato del 35% le stime di un anno fasugli investimenti totali del 2030 nelle fonti rinnovabili. Il trend dovrebbemigliorare soprattutto grazie al fatto della maggiore competitività di eolico e solare rispetto ai combustibilifossili e allo sviluppo dellerinnovabili non intermittenti quali idroelettrico, biomasse e geotermia.

Così, Bloomberg stima 3.500 GW dipotenza cumulativa disponibile proveniente da fonti rinnovabili, circa il25% in più rispetto alle precedenti previsioni.

Inoltre, per il periodo2012-2030, l'agenzia prospetta il 70% di nuova potenza elettrica generata dallerinnovabili, seguita dal 25% da carbone, gas e petrolio e solo il 5% dalnucleare. Questo grazie ai costi delle rinnovabili che continueranno ascendere, così come quelli delle tecnologie (batterie d'accumulo e retiintelligenti) necessarie per integrare l'eolico, il solare e le altre fontipulite nei sistemi elettrici.

L'International Energy Agency (IEA), invece, fa stime un po'più prudenti, nonostante siano sempre ottimistiche: nei prossimi anni le green energy rappresenteranno il 57% sultotale delle installazioni energetiche.