Oggi una delle questioni più delicate da affrontare è quella del surriscaldamento globale, i dati scientifici, ci dicono che non si tratta solo di un problema portato avanti dai cosiddetti complottisti, dal 1970 in poi la temperatura media è aumentata di circa 0,6 °C, la velocità attuale di aumento è di 2°C, questo incremento comporta un innalzamento del livello del mare, un cambiamento delle precipitazioni, un incremento della superficie desertica, una riduzione dei ghiacciai, con effetti dannosi sull'agricoltura, sulla sopravvivenza di specie animali e così via.
Il problema è causato in gran parte dall'uomo, infatti attraverso la combustione di carbone, petrolio e gas naturale si emette nell'aria anidride carbonica, il gas maggiormente responsabile del surriscaldamento.
Il rapporto DARA commissionato dal Climate Vulnerable Forum, ha analizzato l'aumento di temperatura da un punto di vista economico, e ha concluso che l'inazione dei governi su queste emissioni di gas a effetto serra, sarebbe causa di gravi danni economici, entro il 2030 il PIL mondiale, potrebbe subire una perdita di circa il 3%, un aumento di un solo grado celsius di temperatura, è associabile a una perdita del 10% di produttività agricola, pari a 4 milioni di tonnellate di grano e pari a circa 2,5 miliardi di dollari.
Secondo lo studio i governi che oggi non sono abbastanza attivi su questi temi, dovranno fare nei prossimi anni i conti con la concretezza del linguaggio economico.