Forse noi esseri umani siamo unpo' troppo arroganti. E come tali più inclini all'errore di valutazione. Almenoper quanto riguarda l'apprezzamento (scarso) dell'intelligenza animale. Il dottor Arthur Saniotis della facoltà diScienze Mediche presso l'Università diAdelaide, insieme alla sua equipe di biologi, ha condotto uno studio cheribalterebbe secoli (anzi millenni) di luoghi comuni sulle capacità "intellettive"deglianimali. "Per millenni, ogni tipo di autorità ha ripetuto fino alla nausea chegli uomini sono eccezionali in virtù dellaloro superiore intelligenza in tutto il regno animale", ha affermato Saniotis, per poisubito precisare che "tuttavia, la Scienza ci dice che gli animali hanno facoltà superiori perfino agli umani stessi".

Sono state religione, filosofia,e prima di tutto la fine del nomadismo dei primi gruppi umani con l'impulsoallo sviluppo agricolo e alla conseguente addomesticazione, che hanno causatoquella che l'antropologo MaciejHenneberg, docente presso la medesima università e collaboratore diSaniotis, ha definito come "incomprensionetra intelligenze". Cioè la crescente inadeguatezza umana a comprendere la diversità di ingegnodegli altri esseri viventi.

Infatti Henneberg ha affermato: "Il fatto che essi(gli animali) non ci capiscano, e viceversa, non significa che le nostre intelligenzesiano a livelli diversi, ma solo di differenti tipi". Nello studio vengonocitati a riprova molti esempi, dal linguaggio articolato dei gibboni, all'usodi strumenti da parte degli scimpanzè, dalla prodigiosa memoria delleghiandaie, alla superiorità di "ragionamento"dei corvi perfino su molti mammiferi.

A corroborare il lavoro diindagine svolto ad Adelaide arriva anche una ricerca della Università di Cambridge,dalla quale risulterebbe quanto corvi e primati siano abili a combinarestrumenti mentali diversi, come immaginazione e anticipazione dei possibilieventi, per risolvere i problemi. Convergenti sono anche gli esperimenti condottidal Gruppo Ricerche per ilComportamento Animale dell'Università di Oxford: dall'osservazione deicorvi in ambiente urbano, si è appurato come questi "brillanti" volatilisfruttino le auto per far rompere ilguscio di noci che essi depositano agli incroci in attesa che il semaforoblocchi il traffico.

Per non parlare infine dell'intelligenza"emotiva", anch'essa messa in risalto dagli studi e che in alcuni primatirivaleggia, in sfumature e contrasti, con quella umana. Insomma, il mondo, ancora una volta si mostramolto più ricco e complesso di quello che può sembrare ad un primo sguardo. Edè bene usare come promemoria una illuminante considerazione dell'antropologoHenneberg: "Quando uno straniero tenta di comunicare con noi usando un'imperfettae impacciata versione del nostro linguaggio, la nostra impressione è che eglinon sia molto intelligente.

Ma la realtà è completamente diversa".

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