Il governo di grande coalizione guidatoda Angela Merkel si appresta a varare la svolta energetica(Energiewende) entro l'estate del 2014.

La politica energetica è stata uno dei temi centrali delle trattative per la formazione delterzo governo Merkel tanto che il Presidente della Spd eVice-cancelliere Gabriel ha ricevuto le deleghe relative all'energia eall'economia. Entrambe saranno quindiparte di una unica strategia di sviluppo coordinata e combinata frutto di una complessamediazione fra le forze politiche che sostengono il governo.

Il nuovo piano energetico èbasato sulla rinuncia al nucleare e a tecnologie controverse come ilfracking, una costante manutenzione della politica di incentivo già in essereper le fonti rinnovabili, la sperimentazione di unaprocedura basata su bandi e progetti pilota e laformulazione di nuove politiche per l'efficienza e il risparmio energetico.

Queste ultime comprenderannoinvestimenti diretti per potenziare la rete e migliorarne leprestazioni e incentivi fiscali per la riqualificazione energetica delle strutture esistenti.  

La Germania ha confermato ladismissione entro il 2022 dei 9 impianti nucleari ancora attivi cheerano stati temporaneamente messi in stand-by nel 2011 all'indomanidella tragedia di Fukushima.

Il contratto di governostipulato fra democristiani e i socialdemocratici prevede che ilfabbisogno oggi soddisfatto dall'atomo sia coperto dalle fontirinnovabili e questo potrebbe richiedere secondo stime governativeinvestimenti record fino a 550 miliardi di euro.

L'obiettivo è portare la quota dienergia rinnovabile del mix elettrico al 40/45% entro il 2025fino a raggiungere il 55/60% entro il 2035 stando attenti peròa non caricare ulteriormente i tedeschi di oneri annui aggiuntivi che già oggi ammontano a 20 miliardi complessivi o a 300euro pro-capite, secondo quanto riferisce Bloomberg.

Viene inoltre prevista la revisione dellamodalità di finanziamento del meccanismo feed-in che regolal'incentivazione delle rinnovabili in Germania e che attualmenteprevede l'esenzione per circa 2.300 aziendetedesche.

Questa modalità di sgravio è statamolto contestata a livello europeo perché in odore di aiuto di Statoe pertanto vengono approntati correttivi per evitare possibiliprocedure di infrazione alle norme comunitarie. Viene formulatoinvece un meccanismo che garantisce l'accesso a tariffe scontate perle imprese energivore che investono su una maggiore efficienza,misura rilanciata da molti osservatori anche in Italia. Rimangono immutati gli incentivi per ilfotovoltaico mentre verranno tagliati quelli relativi all'eolico.

Il governo Merkel ha intenzione divarare anche un meccanismo di capacity payment concui ridurre gli effetti distorsivi degli incentivi,stabilizzare la capacità di generazione del sistema elettrico ecompensare le tecnologie termoelettriche meno inquinanti e piùflessibili, comunque riconosciute come irrinunciabili.

Il paradosso infatti è che mentre iconsumatori sussidiano le rinnovabili, E.On e RWE chiudono lecentrali a ciclo combinato a gas e riavviano le meno costose ma piùinquinanti centrali a carbone per coprire il fabbisogno energeticoquando l'offerta da fonti rinnovabili è scarsa.