La coltivazione in Europa degli Ogm ha sempre spaccato il vecchio continente, un tema complicato con enormi risvolti sull'economia e la salute dei cittadini dell'Unione. Le prospettive sugli Ogm sono state decantate a più riprese in questi anni, sottolineando come questo prodotto possa essere la futura panacea per problemi come la fame nel mondo.
E' notizia di poche ore fa che il Consiglio Affari Generali dell'Unione Europea non è riuscito a trovare un accordo sulla produzione degli organismi geneticamente modificati. Da un lato Regno Unito, Svezia, Finlandia, Estonia e Spagna hanno dato l'assenso per la coltivazione del mais Ogm 1507 della Piooner, d'altro canto le illustri astensioni di paesi come Germania, Belgio, Portogallo e Repubblica Ceca hanno mandato in stallo l'organo.
La produzione di Ogm può cambiare radicalmente la concezione di alimentazione dell'intero pianeta, per questo risulta fondamentale capire di cosa parliamo.
Generalmente l'Ogm nasce in laboratorio da un alimento già presente in natura (ad esempio il mais) ma lo si rende più resistente ad un determinato erbicida. La casa che produce l'Ogm è la stessa che fornisce l'erbicida, per abbreviare costi e tempi di produzione le multinazionali che detengono il brevetto irradiano completamente il terreno con il diserbante: in tal modo solo l'Ogm riuscirà a resistere e crescere.
Da come si evince la pianta geneticamente modificata è in grado di contrastare le tossine del diserbante ma, de facto, sono ancora sconosciuti gli effetti di lungo periodo che questa "resistenza" può avere sul nostro organismo.
Gli studi in ambito accademico mostrano risultati troppo discordanti tra loro il che acuisce il dibattito. Gli studi mostrano risultati ancora da verificare in ambito riproduttivo, ossia: durante il periodo dell'impollinazione che effetti può causare l'unione tra un Ogm ed un organismo già presente in natura?
Il dato incontrovertibile è che un errore in un ambito così delicato può irrimediabilmente contaminare la biodiversità del Pianeta.
Intanto a Parigi, dalle ore 14:00, l'organizzazione internazionale Greenpeace sta manifestando per far apporre un no definitivo sulla produzione di Ogm. La maggioranza degli Stati europei si è espressa contro la sua produzione, sentimento che rispecchia largamente le preoccupazioni dei cittadini.
Ora, però, la decisione è nelle mani della Commissione Europea, organo non elettivo, ergo non scelto dal popolo. La domanda che sorge spontanea è: La Commissione Europea farà la scelta giusta ? Agirà a tutela del cittadino o di qualche multinazionale ? Ai posteri l'ardua sentenza.