Incredibile ma, purtroppo, verissimo. Dopo le polemiche sorte in seguito all'uccisione di Marius, della quale abbiamo discusso in un articolo precedente, la cronaca danese rischia di tornare sulle prime pagine dei media internazionali a causa di un nuovo, sconcertante atto di crudeltà. A quanto pare, infatti, il caso del cucciolo di giraffa ucciso lo scorso 9 febbraio in uno zoo di Copenaghen non sarebbe stato un evento isolato, ma un semplice "ingranaggio" di una pratica apparentemente diffusa negli zoo del paese, ovvero quella di eliminare gli animali numericamente in eccesso. A rischiare di condividere lo stesso, incredibile quanto sfortunato destino del suo predecessore, è ancora una volta una giraffa, che, ironia della sorte, porta anch'essa il nome di Marius.

Anche in questo caso la motivazione andrebbe ricondotta al problema del surplus; lo zoo che ospita quest'esemplare di sette anni - lo Jyllands Park Zoo - come quello di Copenaghen, infatti, farebbe parte di un progetto internazionale finanziato dall'UE che prevede il mantenimento delle specie animali in cattività. In base alle direttive di tale progetto, per tutelare la salute delle specie ospitate la pratica dell'eliminazione è ritenuta necessaria al fine di scongiurare ogni possibilità di consanguineità tra i vari esemplari. Il verdetto per il "nuovo" Marius, che spetterebbe al coordinatore del progetto, non è stato tuttavia ancora deciso.

La notizia sarebbe trapelata, secondo alcune fonti, a causa del probabile arrivo di una giraffa femmina nello zoo sotto accusa.

Nella struttura sarebbero già presenti due esemplari maschi - che attualmente condividono la stessa gabbia - e l'eventuale sacrificio dell'esemplare più anziano, ovvero il protagonista di questa vicenda, sarebbe in esame semplicemente perché non in possesso un corredo genetico utile ai fini della procreazione, esattamente come nel caso del suo omonimo.

Sebbene l'acquisto del nuovo animale non sia ancora stato definito, la questione non risolve assolutamente il problema, anzi non fa altro che rimandare il patibolo che nel tempo potrà coinvolgere moltissimi altri Marius.

Come nel caso precedente, anche per questa seconda giraffa l'alternativa potrebbe essere quella del trasferimento in un'altra struttura, ciò nonostante secondo il quotidiano britannico "The Guardian" vi sono molte più probabilità che essa venga uccisa, proprio come avvenuto con l'esemplare omonimo.

A preoccupare sarebbero le dichiarazioni rilasciate alla stampa dalla proprietaria dello zoo, la signora Janni Lojtvet Poulsen, la quale sostiene che gli animali "graziati" e trasferiti in altre strutture europee e che vivono in condizioni di surplus sarebbero infelici, inoltre va sempre considerato il costo dell'eventuale trasferimento, troppo oneroso per le casse della struttura.

La diffusione della notizia ha immediatamente sollevato l'indignazione dell'opinione pubblica, ancora scossa dall'uccisione della prima giraffa, ed anche per il Marius di Jyllands è stata lanciata una petizione che ha già raccolto ben oltre 4 mila firme. L'augurio è che in questa occasione la voce di tutti i suoi sostenitori venga ascoltata, e che la morte del precedente Marius non sia stata vana.

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