Dopo un accurato processo di certificazione delle dichiarazioni di sostegno che sono state raccolte in questi mesi fra i cittadini dell'Unione Europa e il via libera della Commissione Europea, i promotori di "Right to Water" hanno presentato oggi al Parlamento Europeo la prima iniziativa popolare attraverso cui i cittadini europei agiscono direttamente sull'agenda comunitaria.

La petizione popolare chiede che venga formulata una nuova legislazione europea in cui sia sancito l'accesso all'acqua come diritto umano inalienabile.

L'iniziativa mira ad uniformare a livello comunitario lo status del servizio idrico relativo all'accesso all'acqua rendendolo definitamente un servizio pubblico essenziale, in linea con quanto sancito dalle Nazioni Unite.

Si punta quindi a limitare l'applicazione pura dalle regole della concorrenza vigenti nel mercato unico europeo. L'effetto auspicato dai promotori è quello di contrastare i processi liberalizzazione e privatizzazione dei servizi idrici in atto in diversi paesi dell'Unione Europea.

La petizione popolare è stata introdotta nell'ordinamento comunitario con il trattato di Lisbona entrato in vigore nel 2009 ed è diventata operativa nel corso del 2012 quando gli organizzatori di "Right to water" hanno registrato ufficialmente la petizione. Nell'anno di tempo a disposizione per la raccolta firme a sostegno dell'iniziativa è stato raggiunto il milione di sostenitori in almeno 7 paesi differenti, come richiesto dalla procedura.

Nelle audizioni presso il Parlamento europeo, i promotori hanno evidenziato alcune criticità relative alla procedura di petizione popolare e hanno richiesto che vengano uniformate le relative norme nazionali e che sia istituito un portale europeo che permetta di coordinare le campagne di mobilitazione.

Anche in vista delle elezioni europee in cui è prevista una affermazione del fronte euroscettico, forse è il caso che la burocrazia di Bruxelles si attivi e promuova con maggiore vigore questi strumenti di partecipazione popolare diretta che già oggi sono previsti nell'ordinamento comunitario.

Internet è un potente strumento che consente oramai mobilitazioni sociali su larga scala e il caso di "Right to Water" ne è una testimonianza.