Siamo a luglio, resta dunque ancora aperta, almeno sino a fine agosto, la finestra di attesa per i report indipendenti che dovranno emettere un giudizio definitivo, una volta per tutte, sul funzionamento o meno dell'Ecat, generatore di energia a fusione fredda, ideato dall'italiano Andrea Rossi.
L'attesa sta diventando spasmodica e, su molti siti specializzati o legati in qualche modo alla ricerca sulla fusione fredda, le notizie si rincorrono e si accavallano, ma in realtà, quelle degne di menzione sono poche.


In due precedenti articoli su Blasting avevamo illustrato le linee generali del progetto Ecat di Rossi e il progressivo avvicinarsi del giudizio finale tramite report indipendenti. In particolare, avevamo segnalato come le industrie Heat LLC, con sede a Raleigh, avessero acquistato la proprietà intellettuale ed i diritti di licenza della tecnologia E-Cat dall'Ing. Andrea Rossi. L'avvenuta transizione era stata resa pubblica dalla stessa Industrial Heat LLC in un comunicato stampa.


Di conseguenza molti tra i seguaci dello progetto di Rossi ritenevano che il nuovo impianto da 1MW, il primo in assoluto con funzione industriale, venisse installato proprio in una fabbrica della Heat LLC, soprattutto considerando il fatto che sarebbe stato ubicato nella medesima area (il North Carolina) dove ha sede l'Industrial Heat. È stato lo stesso Rossi, in un post del suo sito, a chiarire che un conto è la Heat LLC (in possesso della proprietà intellettuale e dei diritti di licenza della tecnologia) un conto è il cliente che dovrebbe attivare il primo ECat della storia.


Tra le altre notizie che filtrano, in attesa del "botto finale", ci sono poi due dichiarazioni di Rossi stesso proprio sull'Ecat: Rossi ha dichiarato che dall'"E-Cat non c'è nessuna fuoriuscita di neutroni e che la brevettabilità non ha nulla a che vedere con la domanda se funziona o no".

Inoltre, Thomas Florek, un fan convinto di Andrea Rossi, che in passato aveva rilasciato in rete numerose clip riguardanti le sue conversazioni con lo stesso Rossi, ha ufficializzato l'uscita di un lungometraggio, che si intitolerà "Andrea Rossi: Revolution" (ne vedete un fotogramma nell'immagine di apertura).

Last but not least, sebbene non sia strettamente collegato con l'Ecat, il progetto di Andrea Rossi sviluppato circa 35 anni fa e che aveva creato non pochi problemi in Italia all'ingegnere/inventore (il "pasticciaccio brutto" della Petraldragon finito miseramente in Tribunale), è stato utilizzato - essendo il brevetto del 1978 scaduto nel 1998 - dalla canadese "Enerkem Alberta Biofuels" per creare un centro per il riciclo dei rifiuti che verranno convertiti in biocarburante. La Waste-to-Biofuels and Chemicals Facility processerà il 90% dei rifiuti della città di Edmonton, ossia circa 100 mila tonnellate, trasformandole in 38 milioni di litri di biocarburante.


Un punto a favore di Andrea Rossi che vede in qualche modo ripagate le sue intuizioni. Un successo che i "followers" di Rossi ritengono senza dubbio di buon auspicio, in attesa dei famosi report sull'Ecat, dei quali però non c'è ancora notizia.
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