Nel 1859 il nord America fu investito dal fenomeno elettromagnetico dovuto al Sole noto come tempesta elettromagnetica più intensa mai rilevata, per cui vi furono aurore boreali a basse latitudini e se vi fossero stati dei satelliti sarebbero stati resi inutilizzabili. Tutti gli impianti elettrici e i telegrafi allora esistenti subirono dei danni o un momentaneo blackout. Qualche anno fa in Canada un analogo fenomeno di espulsione di massa coronale (CME) ha causato il blackout d'intere regioni causando non pochi danni.

La nostra odierna società industriale basata sulla corrente elettrica può esistere grazie all’equilibrio garantito dal campo elettromagnetico terrestre (CMT), che come una grande mela o mantello protegge ed avvolge la vita sulla Terra, spostando ai poli le particelle cariche emesse durante le CME dal Sole.

La perdita di potenza del CMT può portare in casi estremi all’estinzione di massa di gran parte delle specie viventi. Di fatto, tale situazione verrebbe anche causata dall’inversione del CMT che dovrebbe già verificarsi considerando la ricorrenza del fenomeno lungo una scala temporale di migliaia di anni.

Questo potrebbe reinizializzare l’intero sistema di Gaia portandoci ad una situazione evolutiva precedente a quella dell’esistenza dei dinosauri.

Questo spostamento di cariche comporta lo spettacolare fenomeno delle aurore boreali o australi ai poli.I nostri trasformatori e ogni apparecchiatura, così come la rete elettrica di intere parti del mondo, potrebbero essere coinvolti dalle tempeste elettromagnetiche.

Circostanze analoghe con tempi di accadimento relativamente brevi potrebbero portare l’economia e la salute pubblica ai minimi storici rispetto allo sviluppo industriale. Infatti, un terzo della popolazione terrestre potrebbe perire in seguito ad un evento come quello verificatosi poco più di un secolo e mezzo fa in America.

Si fa notare che nella cronaca recente il 2012 è stato l’anno in cui una tempesta solare stava per spedirci indietro al 1800.Per far fronte all’imprevedibile fenomeno del’CME del Sole bisogna proteggere le parti sensibili della rete con schermi solari (soprattutto i trasformatori) ed altri dispositivi alternativi.

Un tale investimento riguarda i costi di manutenzione e adeguamento delle reti ed operando nel quadro più ampio di mitigazione del rischio ed efficientamento della rete elettrica in sinergia con interventi come quelli dell’esaurimento delle risorse.

Non ci rimane che utilizzare risorse rinnovabili, le quali sono nuove e generalmente al passo con le nuove norme di settore.Va detto che a proposito del Sole esiste anche un altro pericolo di ritorno all’era glaciale per il 2030.Si spera che l'utilizzo dell’energia offerta dal Sole con i pannelli fotovoltaici ad alta efficienza assieme all’adozione di schermi solari ed altri accorgimenti per stabilizzare la rete sia sufficiente nel caso in cui il Sole rischiasse di mandare in tilt ilsistema elettrico internazionale con maggiore incidenza nelle zone a più alta latitudine prossime ai poli.

Oltre a questo ricordo che non solo siamo sotto la spada di Damocle dovuta ad asteroidiche rischiano di colpirci e creare seri danni da un 1 km di diametro in su, ma che il Sole può determinare il cambiamento della traiettoria di questi per effetto di reazione all’emissione di getti di acqua nello spazio. Questo è dovuto al riscaldamento della loro superficie che comporterebbe lo scioglimento del ghiaccio di cui essi sono provvisti assieme ai vari minerali.

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