Avete mai provato a portare vostro figlio a scuola in bici? In primis bisognerebbe evitare i suv e le auto parcheggiate sopra ai marciapiedi all’entrata di scuola. Superato questo ostacolo però scoprireste che per motivi di “sicurezza” dovrete parcheggiare la bici di vostro figlio all’esterno dell’istituto scolastico, dove ovviamente una rastrelliera non c’è.

Nasce il mobility manager

La figura professionale del mobility manager si sta diffondendo sempre più rapidamente sia nelle aziende pubbliche che private. Serve a studiare gli spostamenti sistematici dei dipendenti pianificando soluzioni che favoriscano l’uso di trasporti alternativi a ridotto impatto ambientale.

L'attenzione è posta quindi sulla mobilità sostenibile condivisa.

Sempre più aziende infatti, che prevedono questa figura, dedicano all’interno del parcheggio aziendale posti auto dedicati al car sharing, frutto di accordi con partner esterni fra le più comuni aziende come Enjoy e Car2go oppure con la startup italiana Hurry. Rastrelliere per le bici ancora poche però. Ma senza l’aiuto di istituzioni e infrastrutture adeguate, l’obiettivo di ridurre l’uso delle automobili è realizzabile?

Torino ci prova

In questi giorni, si discute molto sulla proposta del Sindaco di Torino, Chiara appendino, di calcolare il costo dei permessi di sosta per i residenti in base al reddito; infatti il permesso per posteggiare l’auto sotto casa avrà un costo basato sull’Isee.

Questa decisione, condivisa o contestata, ha un obiettivo ben preciso: incentivare l'uso dei mezzi pubblici.

Non volendo entrare nel merito della questione, ma volendo incentivare una riflessione a riguardo, la domanda sorge spontanea: il mobility manager ha gli strumenti per perseguire il suo obiettivo autonomamente?

Roma sperimenta il bike friendly

Partita a gennaio 2016, dovrebbe essere attiva la sperimentazione che prevede la possibilità di trasportare le biciclette su alcune linee di autobus Linee Bus 83, 118, 412, 673, 715, 772, 791, 911 in determinate fasce orarie, dove però sono escluse le ore di punta. Un provvedimento quasi "inutile" per incentivare una mobilità sostenibile.

In una città come Roma, con molteplici problematiche quali buche, trasporto pubblico, bike sharing praticamente inesistente e l’evidente assenza di soluzioni alternative, il compito del mobility manager si complica non poco.

Concludendo, la figura del mobility manager esiste, la sua nomina nel settore pubblico è legata al decreto Ronchi (decreto del Ministero dell'Ambiente 27/1998) che ne istituisce la sua figura, ma non prevede sanzioni in caso di assenza.

Nel settore privato, la scelta è aziendale, spesso legata all'immagine di sostenibilità che si vuole dare all'esterno. A Roma, l'impresa è ardua, quasi una mission impossible ma da qualche parte bisognerà pur partire. Provate un giorno al mese a prendere la bici per andare a lavoro o lasciare la vostra auto nel garage, il vostro mobility manager vi ringrazierà, sperando in un cambiamento di tutta la comunità.