È bello che ancora oggi vengano tramandate tradizioni popolari e bucoliche leggende, esse permettono di di tenere vivo il fanciullino di pascoliana memoria che è in noi. Ma si tratta pur sempre di romantiche favole, nulla più... e quando queste vengono considerate assunti scientificamente validi, una innocua superstizione muta in un vaso di Pandora in grado di far disperdere nell'aria grosse dosi di ignoranza (nel senso letterale del termine, in quanto si ignora il fatto che non ci sia nulla di scientificamente attendibile).

Questo è ciò che è possibile percepire in molti gruppi Facebook, dove per qualche magico motivo si pensa che all'interno dei semi di cachi possa essere letto il futuro. Fa ridere anche solo a scriverlo, ma c'è davvero chi ha deciso di fare un salto low cost nel Medioevo, rimpiazzando un'elegante sfera di cristallo con un più accessibile seme tagliato a metà.

Ma cosa dice questa buffa tradizione?

Se tagliando a metà un seme di caco troviamo una 'forchetta' l'inverno sarà poco nevoso e piuttosto mite, se c'è un piccolo 'coltello' l'inverno sarà caratterizzato da freddo intenso e poche precipitazioni, mentre se la forma è a 'cucchiaio' l'inverno sarà relativamente mite, ma molto nevoso, tanto che la neve dovrà essere raccolta a palate.

Arduo trovare una correlazione scientifica tra un seme tagliato longitudinalmente a metà e una fantomatica previsione per l'inverno venturo. Ed effettivamente non c'è nulla di empirico, è una Tradizione popolare dal sapore contadino nata chissà in quale affascinante modo basata su qualche simpatica coincidenza. Il classico sillogismo popolare basato sul 'se la previsione viene rispettata, significa che la storiella di partenza è valida, se la previsione non viene rispettata evidentemente si tratta dell'eccezione che conferma la regola'.

Vien da sé che elevarlo ad assunto valido e dimostrabile è tutt'altra storia. A rendere tutto ancor più surreale e anacronistico c'è l'ulteriore convinzione che l'uomo si sia ispirato a queste morfologie per costruire le posate che usiamo normalmente!

Botanicamente parlando, il caco non è altro che una gustosa bacca arancione prodotta da Diospyros kaki, una pianta dicotiledone originaria dell'Asia Orientale.

I suoi frutti normalmente hanno i semi (non presenti se i fiori non sono stati impollinati) e, lapalissianamente, dai semi si svilupperà la piantina, ma prima che il germoglio emerga, questo si accresce al suo interno. Basta aprire un qualsiasi libro di Scienze delle elementari per far propria questa nozione basilare. Ciò che ci ricorda una posata è proprio il germoglio in vari stadi di sviluppo (ad esempio la "forchetta" mostra già un abbozzo delle future foglioline). La nascita di una nuova Vita a partire da un duro e amorfo seme marrone è ben più affascinante di una credenza priva di fondamenta.

Mantenere vive certe leggende popolari è importante, ma devono rimanere tali, senza la pretesa che possano assumere una valenza scientifica.

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