Anche quest'anno sono state assegnate le Bandiere blu, secondo alcuni criteri ambientali, 32 in tutto, che premiano le migliori località balneari italiane. Nella classifica delle regioni la Liguria mantiene il primato delle località che hanno ricevuto questo importante riconoscimento, con la bellezza di 27 bandiere blu. Seguono la Toscana con 19, la Campania con 18, le Marche con 16 e la Puglia con 14 litorali premiati.

Una quinta posizione nella classifica nazionale che conferma, da un lato, il dato del 2017, ma che si arricchisce, dall'altro, con tre nuove località pugliesi in provincia di Foggia: Peschici, Rodi Garganico e Zapponeta. Un traguardo importate per il Gargano che finora non aveva mai ottenuto un simile riconoscimento.

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La Provincia di Lecce sul podio più alto con quattro riconoscimenti

All’interno della Regione Puglia troviamo sul podio delle province più rappresentate il Salento, con la provincia di Lecce. Sono infatti quattro i litorali premiati nel territorio salentino: nello specifico si tratta di Otranto, Castro, Salve e, udite udite, la marina di Melendugno, sede dell'approdo del gasdotto Tap.

L'ennesimo riconoscimento della marina di Melendugno certamente stride con la scelta politica di stabilire in un centro balneare, ad alto richiamo turistico, il punto di arrivo di un impianto che, attraverso un tortuoso percorso, arriva nelle acque cristalline del piccolo centro salentino. D'altronde, anche i risultati del Cnr di Roma dimostrano che la qualità dei litorali salentini è in costante e continua crescita.

Marina di Melendugno, sede dell'approdo del gasdotto Tap, premiata con Bandiera Blu

Ecco perché una domanda sorge spontanea: come si fa a spiegare al turista che una zona che vive esclusivamente di turismo, grazie al quale riesce a raddoppiare in pochi anni le prenotazioni dei suoi alberghi e dei suoi villaggi, a ridosso del mare, si vede assegnare un'opera che potrebbe rappresentare un deterrente, per i pericoli ambientali e strutturali?

Per adesso, il Salento si gode questo primato con l'impegno di monitorare costantemente, per il futuro, ogni problematica che tragga origine dal gasdotto.

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E' il minimo che la politica locale possa fare per non affondare l'economia locale, già tartassata dagli annosi problemi relativi alla mancanza di adeguati piani di rilancio dei servizi e delle strutture turistiche.