L'orso che nel pomeriggio di lunedì 22 giugno ha aggredito Fabio Misseroni, 59, ed il figlio e Christian, 18 anni, sul Monte Peller (in Val di Non) potrebbe essere presto abbattuto. L'ordinanza, come riportato dall'Ansa, è già stata preparata ed il presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti intende firmarla al più presto. Le associazioni animaliste, però, sono già pronte a dare battaglia.

Fugatti firmerà l'ordinanza per abbattere l'orso

Il governatore Fugatti, non vuole tornare su suoi passi e nelle prossime ore autorizzerà l'abbattimento dell'orso che, nei giorni scorsi, ha ferito padre e figlio.

Tuttavia, prima di firmare, sottoporrà la questione al ministro dell'Ambiente Sergio Costa (M5S) e lo informerà sulle azioni che la Provincia Autonoma di Trento vorrebbe attuare.

"In Trentino - ha precisato Fugatti - sono presenti fra gli 82 ed i 93 esemplari di orso, ed a questi si devono aggiungere i nuovi cuccioli. Questi numeri mettono in dubbio una possibile convivenza dell'uomo con l'orso". Secondo il presidente legato alla Lega Nord di Salvini, la gestione dei plantigradi, sta diventando insostenibile e, per questo urge avviare una discussione con il MATTM. Tuttavia, ha ricordato che Trento ha già una legge - la n. 9 del 2018 - che, per quanto riguarda la gestione dei "grandi carnivori" consente ampi margini di manovra.

Oipa pronta al ricorso per salvare l'orso

La decisione del presidente Fugatti, come era prevedibile, ha sollevato polemiche e proteste. Animalisti e ambientalisti sono già sul piede di guerra. Per la Lav (Lega Anti Vivisezione) si tratterebbe solo dell'"ennesima sentenza spara-orso" relativa ad un incidente ancora tutto da chiarire.

In un comunicato ha quindi evidenziato che bisognerebbe considerare se l'aggressione sia stata messa in atto da un orso di sesso maschile o da una "mamma orsa" con tanto di cuccioli a seguito. "In questo caso - ha puntualizzato la onlus - non si può affermare che si sia trattato di un attacco deliberato".

L'OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), parlando di "presunta aggressione", ha commentato su Twitter: "Altro orso nel mirino dell'uomo". Poi, ha dichiarato che - qualora l'ordinanza fosse confermata, presenterà un ricorso al Tar.

L'aggressione

L'aggressione, come ricostruito, lungo un sentiero sul Monte Peller, in località Verdè, a circa 1.500 metri di quota.

Padre e figlio, entrambi cacciatori, stavano facendo una passeggiata volta anche a perlustrare la zona in vista delle prossime battute. Secondo quanto hanno raccontato Fabio e Christian, l'orso sarebbe uscito improvvisamente dalla vegetazione e li avrebbe assaliti. Entrambi hanno riportato ferite multiple agli arti.

L'orso, per il momento non è stato ancora identificato. Dunque, ancora non si sa se si tratta di un maschio o di una femmina. Tuttavia, al fine di individuare l'animale, come ha sottolineato Romano Masè, dirigente generale della Forestale provinciale, si è provveduto ad inviare gli abiti delle due vittime al laboratorio della Fondazione Mach di San Michele all'Adige. Masé ha anche aggiunto che che si svolgerà un'azione di presidio del territorio teatro dell'aggressione e si provvederà ad informare adeguatamente i residenti.

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