Le prime tendenze per l’estate 2026 stanno già facendo discutere. Tra chi annuncia un ritorno del “super caldo africano” e chi teme un’estate da record per colpa di El Niño, la domanda è una: cosa c’è di vero?
Le dichiarazioni del meteorologo Pierluigi Randi, presidente AMPRO intervistato da ForlìToday riportano informazioni prive di allarmismo gratuito.
Estate 2026: cosa è confermato dagli esperti
Secondo Randi "il segnale porta ad un estate probabilmente ancora più calda del normale sul Mediterraneo e sull'Italia"
I modelli stagionali mostrano:
Anomalie calde in giugno e agosto — temperature mediamente sopra la norma climatica.
Alternanza caldo–temporali — non tre mesi di caldo fisso, ma fasi molto calde interrotte da passaggi temporaleschi anche violenti.
Aumento degli estremi — più energia in atmosfera = rischio maggiore di temporali intensi, grandinate, piogge concentrate.
Notti tropicali e afa marcata — soprattutto nelle aree costiere e di pianura.
questo secondo Randi vuol dire "periodi di caldo persistente e intenso interrotti da temporali anche violenti"
Il Metereologo chiarisce anche un punto fondamentale:
Parlare ora di “estate eccezionale” o paragonarla al 2003 o al 2022 è scientificamente scorretto.
Le previsioni stagionali indicano scenari probabilistici, non il dettaglio quotidiano.
Cosa non è confermato
Non è vero che El Niño determinerà da solo un’estate eccezionalmente calda.
Non è vero che avremo tre mesi consecutivi di anticiclone africano.
Non è vero che si possa già parlare di record certi.
Queste affermazioni sono definite da Randi una “forzatura mediatica”.
La previsione più attendibile oggi
Sulla base delle informazioni verificate e delle dichiarazioni del meteorologo:
L’estate 2026 sarà probabilmente più calda della media, con picchi intensi soprattutto a giugno e agosto. Aumenteranno gli episodi di instabilità violenta, con temporali improvvisi e localmente estremi. La stagione sarà caratterizzata da forte alternanza: caldo persistente → rottura temporalesca → nuovo caldo.