Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ha selezionato newcleo, la società guidata da Stefano Buono, insieme alla statunitense Oklo, tra i soggetti ammessi alla fase di negoziati avanzati nell’ambito del programma americano per il riutilizzo del plutonio in eccesso.

L’iniziativa punta a destinare a usi civili materiale nucleare inutilizzato, trasformandolo in combustibile per reattori avanzati, categoria nella quale rientrano anche i sistemi sviluppati da newcleo.

Negli ultimi giorni la startup, con sedi operative principali in Italia e Francia, ha compiuto due passi significativi: oltre alla selezione da parte dell’amministrazione Trump insieme a Oklo per i negoziati sul plutonio in surplus, ha annunciato anche l’installazione al centro del Brasimone del recipiente principale di Precursor, il piccolo reattore non nucleare sviluppato con Enea.

L’operazione rafforza ulteriormente la presenza di newcleo negli Stati Uniti. Secondo quanto spiegato dalla società, la decisione del Dipartimento dell’Energia rappresenta un precedente importante per il settore privato, riconoscendo il livello di maturità tecnologica raggiunto dall’azienda e sostenendo la strategia americana del gruppo, focalizzata su reattori avanzati e impianti per la produzione di combustibili derivati da materiali nucleari inutilizzati.

Già nell’ottobre scorso newcleo aveva siglato una partnership strategica con Oklo, società fondata anche da Sam Altman, con l’obiettivo di investire fino a 2 miliardi di dollari nella realizzazione di un impianto dedicato ai combustibili nucleari avanzati.

La possibile assegnazione di plutonio in eccesso da parte del governo statunitense conferma la strategia perseguita dall’azienda italiana, basata su reattori raffreddati a piombo liquido, progettati per essere passivamente sicuri e capaci di riciclare materiale nucleare esausto o inutilizzato.

"Siamo orgogliosi di questa partnership transatlantica con Oklo - ha dichiarato Stefano Buono, CEO e fondatore di newcleo - per perseguire il nostro obiettivo di ridurre le scorie nucleari attraverso le nostre tecnologie relative ai reattori nucleari e al combustibile. Gli Stati Uniti stanno adottando un approccio lungimirante al ciclo del combustibile e siamo lieti di contribuire".