Basilicata Casa Comune ha espresso una netta opposizione all'ipotesi di realizzare il deposito unico di scorie nucleari in Basilicata. In una nota diffusa il 4 luglio a Potenza, l'associazione ha dichiarato: “Respingiamo ai mittenti il tentativo di far passare il deposito unico di scorie nucleari in Basilicata come una opportunità di sviluppo. Ce ne sarebbero state tante altre, ma l’incapacità di questo governo regionale le ha trasformate tutte in un salvadanaio per i buchi di bilancio”.
I rappresentanti hanno sottolineato che “i lucani non hanno bisogno di inseguire altre chimere né di negoziare al ribasso la tutela del territorio”.
L'associazione ha ricordato che un analogo tentativo era già fallito nel 2003, quando la regione “esprimeva autorevolezza istituzionale e rigore amministrativo”.
Contrarietà al deposito e visione di sviluppo
Basilicata Casa Comune ha ribadito la propria contrarietà al progetto, affermando: “Oggi, come allora, ribadiamo la nostra contrarietà al cimitero delle scorie, contrastando ogni tentativo di imbonimento dell’opinione pubblica da parte di chi non ha a cuore il bene dei lucani”. L'associazione sostiene che la Basilicata ha molto altro da offrire, se solo si utilizzassero le risorse per generare benessere, non per i bonus, definiti “specchietto per le allodole”.
Vengono evidenziate le eccellenze produttive di grano di qualità e la possibilità di sviluppare altre produzioni con il completamento delle infrastrutture idriche.
Secondo l'associazione, “manca una politica industriale e non saranno certo le scorie a compensare i lucani dall’incapacità di attrarre investimenti industriali che generino sviluppo sostenibile”.
Aree riconosciute come patrimonio Unesco e dalla chiara vocazione turistica non possono ospitare il deposito unico. Questo “significherebbe rinunciare alla loro attrattività e riconosciuta bellezza”, compromettendo il futuro della regione dopo che l'attuale maggioranza, secondo l'associazione, “già ne ha devastato il presente”.
Il contesto del dibattito e le aree interessate
Il tema del deposito nazionale di rifiuti radioattivi è tornato al centro del dibattito in Basilicata, in seguito anche a recenti iniziative pubbliche.
La Carta delle aree potenzialmente idonee ha individuato diversi siti lucani candidabili alla realizzazione del deposito, concentrati soprattutto nel Materano, coinvolgendo territori nei comuni di Matera, Montalbano Jonico, Bernalda, Montescaglioso e Irsina, oltre a Genzano di Lucania nel Potentino.
La presenza del Centro Ricerche Enea della Trisaia di Rotondella aggiunge ulteriore rilievo alla discussione locale. Basilicata Casa Comune ha annunciato che resterà vigile rispetto a ogni tentativo di promuovere il deposito e sarà accanto ai sindaci e ai cittadini che “vogliono e meritano un futuro migliore”.