La proposta di legge regionale per la semplificazione dei meccanismi autorizzativi relativi alle estrazioni fluviali in Basilicata ha raggiunto il voto finale in Terza Commissione Consiliare. Lo ha annunciato Nicola Morea, consigliere regionale di Azione, firmatario dell'iniziativa insieme a Marcello Pittella. L'obiettivo è rispondere alle pressanti sollecitazioni della Sezione Edili Aniem di Confapi Matera, che ha evidenziato le gravi criticità derivanti dal blocco dell’estrazione di materiale litoide e dalla mancata manutenzione dei corsi d’acqua lucani.

L'iniziativa legislativa si propone un duplice scopo: da un lato, prevenire il rischio di dissesto idrogeologico ed esondazioni attraverso la pulizia costante delle aste fluviali; dall'altro, sbloccare le forniture di inerti a chilometro zero per i cantieri delle grandi opere stradali e ferroviarie, offrendo nuovo slancio alle imprese locali. La risposta di Morea giunge dopo che gli operatori del settore hanno denunciato uno stallo burocratico protrattosi per oltre quattro anni, con significative ricadute economiche, ambientali e sulla realizzazione delle infrastrutture pubbliche.

Le criticità del comparto edile

La Sezione Edili Aniem di Confapi Matera ha denunciato che l’attuale sistema autorizzativo, che affida ai sindaci le segnalazioni per la manutenzione degli alvei, si è dimostrato "farraginoso, lento e inadeguato".

Secondo il presidente Mario Bitonto, i corsi d’acqua "non conoscono i confini amministrativi dei Comuni", e il conseguente blocco delle autorizzazioni ha di fatto paralizzato le attività estrattive lungo i fiumi della Basilicata. Le principali conseguenze individuate sono il danno economico per le imprese del settore, la difficoltà di reperire materiale inerte per i numerosi cantieri regionali e l’aumento del rischio idrogeologico dovuto alla prolungata assenza di manutenzione degli alvei.

È stato ricordato che nel 2015 la Regione Basilicata aveva emesso un avviso per interventi di ripristino dell’officiosità idraulica, autorizzando nel tratto del Basento, vicino a Calciano, il prelievo di oltre 450 mila metri cubi di materiale litoide, concessione poi prorogata nel 2022.

Confapi ha osservato che, se tale intervento era necessario, non si comprende perché operazioni analoghe non siano state estese ad altri tratti fluviali con le medesime criticità. Per superare queste problematiche, la Sezione Edili ha elaborato, a fine 2025, una propria proposta di legge regionale, presentata da un consigliere di maggioranza e tuttora in esame, che mira a semplificare le procedure tornando a un sistema di concessioni simile a quello della legge regionale del 1979.

Obiettivi e richieste del settore

La proposta di legge di Morea e Pittella, come detto, persegue un doppio obiettivo: da un lato, la prevenzione del dissesto idrogeologico e delle esondazioni tramite la manutenzione costante dei fiumi; dall’altro, lo sblocco delle forniture di inerti a chilometro zero per i cantieri delle grandi opere, a beneficio delle imprese locali.

Confapi ha inoltre sollecitato la riunificazione delle competenze autorizzative, attualmente frammentate tra i Dipartimenti regionali Infrastrutture e Ambiente, e l’accelerazione dell’iter legislativo. L'associazione ha ribadito che, con l'approssimarsi della stagione autunnale, il rischio di esondazioni causate da alvei ostruiti da sedimenti e vegetazione si fa sempre più concreto.

Il voto finale in Terza Commissione Consiliare rappresenta un momento cruciale per l'introduzione di nuove normative volte a superare l'attuale stallo burocratico e a garantire sia la sicurezza idraulica sia la continuità delle attività di estrazione lungo i corsi d'acqua della Basilicata.